Forleo, il Csm avvia il trasferimento

Aperta all'unanimità la &quot;pratica&quot; per spostare d'ufficio il gip di Milano: &quot;Ha compromesso la sua indipendenza&quot;. Sarà ascoltata il 18 dicembre. Il magistrato chiede un confronto con alcuni testi. <a href="/a.pic1?ID=225242" target="_blank"><strong>Fi attacca: &quot;Due pesi e due misure&quot;. D Pietro: &quot;Inchieste oscurate&quot;</strong></a>

Roma - La prima commisione del Csm ha aperto all’unanimità la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità nei confronti del gip di Milano, Clementina Forleo. A quanto si è appreso, la procedura di trasferimento è stata aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che vuol dire che, se al termine dell’ istruttoria che ora partirà, la commissione decreterà il trasferimento Clementina Forleo dovrà non solo lasciare Milano ma non potrà più svolgere funzioni monocratiche, cioè potra far parte soltanto di organi collegiali.

L'atto di accusa Con le sue dichiarazioni alla stampa, che hanno creato "allarme" nell'opinione pubblica e "disagio" negli ambienti giudiziari milanesi e che si sono "rivelate del tutto prive di riscontro", il gip di Milano Clementina Forleo 'ha compromesso la sua possibilita' di svolgere le funzioni cui è preposta con piena indipendenza e autonomia". E' questo il duro atto di accusa che la Prima Commissione del Csm rivolge al magistrato nell'incolpazione con cui le ha aperto la procedura di trasferimento d'ufficio.
Al magistrato vengono contestate innanzitutto le sue dichiarazioni pubbliche sull' "esistenza di poteri forti", politici, economici e giudiziari "scesi in campo per ostacolare" la sua attività giudiziaria; come pure le intimidazioni e i tentativi di delegittimazione denunciati sempre in interviste e dichiarazioni, "da parte di non meglio precisati soggetti istituzionali".
E non basta: proprio quelle parole hanno fatto emergere un comportamento del magistrato "non consono alla funzione svolta e tale da compromettere il prestigio, la credibilità e l'autorevolezza necessaria per l'adeguato esercizio delle funzioni". Il Csm imputa alla Forleo "un'interpretazione distorta anche di fatti di per sé non indicativi di pressioni e interferenze ai suoi danni". E a dimostrazione di queste sue affermazioni cita fatti specifici, a cominciare dal contestato colloquio con il Pg di Milano: "A fronte di un invito rivoltole dal procuratore generale di Milano Blandini (circostanza peraltro da quest'ultimo smentita) a usare prudenza nella gestione delle intercettazioni telefoniche legate alle inchieste sulla scalate Antoveneta, Bnl e Rcs, contenenti dichiarazioni di parlamentari, Lei ha riferito - sottolinea in proposito il Csm - di aver subito delle pressioni e intimidazioni nell'esercizio della propria attività giurisdizionale". Come pure di fronte alla "considerazione del dottor Imposimato, secondo il quale era probabile l'esercizio di un'azione disciplinare da parte del Pg della Cassazione, Lei ha riferito - fa notare ancora Palazzo dei marescialli - che vi fossero pressioni da parte di persone dell'ambiente politico-giudiziario sul dottor Delli Priscoli per l'avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti". E ancora, a proposito dell' "intepretazione distorta" data da Forleo a fatti e circostanze, il Csm cita la vicenda della morte dei genitori del magistrato in un incidente stradale: le indagini "hanno escluso qualsiasi causa diversa da quelle riconducibili a un fatto colposo"; ma il gip di Milano, "ritenendo che vi fossero negligenze da parte dei carabinieri e dei pubblici ministeri di Brindisi nella conduzione delle indagini" anche su "pregressi episodi di molestia telefonica e di danneggiamento" in danno dei genitori, "ha parlato a Annozero di 'inquietanti circostanze' di cui sarebbe stata vittima, nonché di tentativi di legittimazione e di discredito posti in essere da parte di soggetti istituzionali".
Sotto accusa non sono solo le esternazioni a stampa e tv. Il Csm le rimprovera anche un intervento a un convegno delle Camere penali a Milano, in cui il magistrato, dopo aver criticato il "presunto appiattimento" delle decisioni dei giudici per le indagini preliminari sulle richieste dei pm, aveva definito non automatico e dunque non trasparente il sistema di assegnazione dei procedimenti esistente presso l'ufficio gip di Milano.

La Forleo convocata il 18 dicembre Sarà ascoltata il 18 dicembre dalla prima commissione del Csm per difendersi dalle contestazioni che le vengono mosse. Clementina Forleo era già stata sentita dalla prima commissione il 6 novembre scorso ma stavolta si tratta di una audizione di tipo diverso, tant’è che il magistrato potrà essere assistita da un difensore.

"Non ho niente da dichiarare" Così la Forleo, raggiunta telefonicamente dall’Agi, risponde alla richiesta di un commento sulla decisione di proporre il suo trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale avanzata all’unanimità dalla prima commissione del Csm.

Il Gip chiede un confronto con i testimoni Clementina Forleo ha chiesto all'autorità giudiziaria di Brescia di essere messa a confronto con alcuni testimoni che sostengono posizioni divergenti rispetto alle sue. Lo ha reso noto l'avvocato Giulia Bongiorno, legale del magistrato. "La pubblicazione o divulgazione a singhiozzo di frammenti di verbali di dichiarazioni - ha detto l'avvocato Bongiorno - offre una visione parziale e fuorviante dei fatti. Mi limito ad osservare che la dottoressa Forleo ha già chiesto all'Autorità giudiziaria di Brescia di procedere a confronti".

L'azione disciplinare La settimana scorsa il procuratore generale della Corte di Cassazione, Mario Delli Priscoli, aveva promosso l’azione disciplinare nei confronti del gip per l’ordinanza con la quale chiese alla Camera dei Deputati di utilizzare le telefonate di alcuni parlamentari nell’ambito dell’inchiesta su alcune scalate bancarie. Le contestazioni del pg della Suprema Corte si riferiscono ai contenuti dell’ordinanza, tra cui i giudizi espressi su alcuni politici, considerati diffamatori. Nel luglio scorso la gip Forleo aveva chiesto a Montecitorio di poter utilizzare 68 intercettazioni di telefonate tra politici e persone indagate per le tentate scalate ad Antonveneta e Bnl, definendo i parlamentari "consapevoli complici".

Scalata Unipol-Bnl e politici intercettati Tra i politici intercettati, il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, l’ex leader dei Ds Piero Fassino e Nicola Latorre (Ds), Salvatore Cicu, Luigi Grillo e Romano Comincioli (tutti e tre di Forza Italia). Il 23 luglio il pg Delli Priscoli aveva deciso di acquisire le ordinanze per le presunte "abnormità" dei contenuti dei provvedimenti, giunti per una fuga di notizie ad alcuni giornali, e il giorno dopo il ministro della Giustizia Clemente Mastella aveva disposto un’ispezione ministeriale alla Procura di Milano. Il 2 ottobre la Camera aveva dato il via libera all’uso delle intercettazioni - su cui si erano espressi favorelmente gli stessi politici intercettati, e che tuttora non risultano indagati - anche se aveva rinviato al gip gli atti su D’Alema, perché all’epoca sedeva nel parlamento europeo e non in quello italiano.