La Forleo rinuncia alla scorta: "I pericoli sono nelle istituzioni"

Il gip di Milano ha motivato così in una lettera al prefetto di Milano il suo no alla protezione: &quot;I pericoli per me non arrivano dalla piazza, ma da esponenti delle istituzioni&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=216566">Quelle pressioni per &quot;tener fuori&quot; D'Alema</a></strong>. Sondaggio: <a href="/a.pic1?ID=216745" target="_blank"><strong>magistrati di parte per due italiani su tre</strong></a>

Milano - In una lettera inviata oggi al Prefetto di Milano,
Gian Valerio Lombardi e al procueratore generale Mario Blandini, il Gip Clementina Forleo motiva la sua decisione alla rinuncia della scorta. "La misura di protezione in atto - scrive - non è idonea perché gli attacchi non provengono dalla piazza, ma da ambienti istituzionali". Per spiegare le ragioni per le quali ha rinunciato alla scorta, il giudice ha fatto ricorso anche a una battuta: "Non ho bisogno di un taxi gratuito dallo Stato". "Spero di poter lavorare come sempre, anche di più". Così Clementina Forleo ha risposto a chi gli chiedeva se, in seguito alle minacce e ai "tentativi di delegittimazione" da lei denunciati, avesse paura per la sua incolumità.

Imposimato: "Pressioni legate alle scalate" "Cose abbastanza serie e preoccupanti", "pressioni" subite e collegate all’inchiesta sulle «scalate» (quelle relative alla Bnl-Unipol e Antonveneta, ndr). Queste le confidenze che il giudice Clementina Forleo ha fatto all’ex magistrato (nonché ex parlamentare) Ferdinando Imposimato. "Posso solo dire che il giudice Clementina Forleo - dichiara Imposimato all’Agi - mi ha parlato di cose abbastanza serie e preoccupanti, per cui credo che si tratti di pressioni che lei ha subito per la sua attività di magistrato impegnato nell’inchiesta che riguardava le scalate". Ma ha subito vere e proprie minacce e di che genere? "Non posso dire nulla di più".

Caldarola: "Dica di più sulle minacce" "La Forleo ha detto che non starà zitta. Credo lo dica perché teme che il silenzio costituisca un pericolo per sé. Non c’è in questo diavolo di paese un’autorità che chiama la Forleo le fa mettere nero su bianco i suoi sospetti e in pochi mesi si arriva a capire chi è minacciato e chi no? Sempre in mezzo ai veleni dobbiamo stare?". Lo chiede il parlamentare Ds Peppino Caldarola in un intervento del suo blog dedicato al caso. Caldarola spiega di aver letto "con un certo sconcerto le parole della dottoressa Forleo" secondo la quale "una non precisata figura istituzionale avrebbe cercato di convincerla a distruggere le registrazioni riguardanti D’Alema e altri esponenti dei Ds (intercettazioni che in verità sono sui giornali da due anni)". "L’insieme di minacce di morte, di morte procurate, di invadenza di uomini del doppio stato descrive uno scenario pauroso - conclude Caldarola -. Che dobbiamo fare?".  

Jannone (Fi): "Rischia di delegittimare le istituzioni" "Rispettiamo profondamente il lavoro della dottoressa Forleo, e non crediamo sia opportuno rinunciare alla scorta se essa è necessaria, ma non si può nemmeno accusare in modo generico l'Arma dei Carabinieri o non meglio definiti livelli istituzionali in quanto, così facendo, si rischia di compiere un'opera di delegittimazione nei confronti dello Stato e delle sue funzioni piu' alte». Lo afferma Giorgio Jannone del direttivo di Forza Italia alla Camera.

Il prefetto di Milano: "Domani valuteremo" Domani si riunirà alla Prefettura di Milano il comitato per l’ordine e la sicurezza con all’ordine del giorno la decisione del gip Clementina Forleo di rinunciare alla scorta. "La Forleo è persona tutelata perché c’è una esposizione al rischio" ha ricordato il prefetto Gian Valerio Lombardi che però non ha voluto commentare la decisione del Gip. "Domani - ha aggiunto - faremo le nostre valutazioni".