Forlimpopoli festeggia il suo Artusi

Pellegrino Artusi è una figura importante per la cultura gastronomica italiana. Il suo libro La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, scritto nel 1891, è ancora un caposaldo per tutti i cuochi italiani. Professionisti e dilettanti. Da dieci anni la sua città natale, Forlimpopoli, lo ricorda con un evento dedicato ai piaceri della tavola di Romagna. Fino al 24 giugno la Festa Artusiana proporrà degustazioni, premi e incontri quotidiani.
Il momento fondamentale è l'inaugurazione di Casa Artusi. Ospitata nell'antico Convento dei Servi, è il primo centro culturale dedicato alla cucina domestica italiana. Per una volta non si guarda al lavoro dei grandi chef, ma alla pratica quotidiana che si svolge sui fornelli di casa. Obiettivo, creare un database di ricette della mamma, da Dobbiaco a Lampedusa.
La struttura ospiterà corsi e momenti di approfondimento in fatto di cibo, ma l'intento è più ampio: la casa è anche un museo dotato di laboratori e sala da pranzo, un luogo di sperimentazione applicata alle tradizioni regionali. Non manca un ampio archivio di documentazione specifico sull'enogastronomia, con fondi antichi anche di 200 anni. A fianco anche cineteca, biblioteca e iconoteca. Il progetto prevede l'apertura di un ristorante con menù filologici, ispirati agli insegnamenti di Artusi, e infarciti di prodotti tipici del territorio.
Durante la festa si svolgerà anche il Premio Marietta, aperto ai cuochi non professionisti. Marietta era la governante di Artusi che sapeva cucinare per istinto ed esperienza, non per istruzione. Il concorso mette alla prova i partecipanti su piatti della tradizione. Al miglior chef dilettante un premio di mille euro. Per il resto, in giro per la festa ci saranno incontri con Francesco Guccini, che parlerà di osterie, e Gino Angelini.