In forma a tutti i costi. La nuova utopia è la città anti-pancia

Costruire nuovi centri urbani a misura di lotta alla ciccia. Il progetto inglese prevede anche lezioni per insegnare ai bimbi a odiare i fast food

Londra - A scuola impareranno a cucinare e a mangiare sano. Il loro peso sarà regolarmente monitorato e gli indici di massa corporea registrati e studiati per tentare di frenare l’avanzata dell’ago della bilancia e agire sulle sue cause. Benvenuti nelle «fit-towns», nelle città del benessere, dove il nemico ha la forma di un ragazzino paffuto e il sogno perfetto sta tutto in un ideale: la magrezza.

Il ministro della Sanità inglese, Alan Johnson, non ha dubbi. Le sfide del secolo in corso sono due: i cambiamenti climatici e l’obesità. Per affrontarle il governo inglese ha deciso di ricorrere alla costruzione di paradisi artificiali, città concepite e organizzate per combattere gas letali, polveri sottili, ma anche ciccia e chili di troppo. Insieme con le eco-town, le città ecologiche, studiate per utilizzare fonti di energia pulita e combattere l’inquinamento, nasceranno nel Regno Unito le fit-town, le città del benessere, per aiutare la lotta all’obesità già a partire dall’infanzia.

Avranno una media di ventimila abitanti, edifici di nuova costruzione e potranno essere il giusto completamento delle dieci città eco-sostenibili già pianificate dall’esecutivo inglese. «Testimonianze e studi internazionali dimostrano che è necessario un approccio ad ampio raggio per combattere l’obesità nelle nostre comunità», ha detto il ministro Johnson. «Oltre all’impegno nella costruzione delle eco-città, stiamo anche considerando la possibilità di rendere quei luoghi più salutari, di aiutare la gente a fare attività fisica come parte della propria quotidianità, costruendo infrastrutture e aree pubbliche ad hoc. Se l’esperimento funzionasse - ha concluso il ministro - lo estenderemmo anche alle zone di altre città che stanno vivendo un’espansione edilizia o un rinnovamento».

Il modello è quello già sperimentato in Francia nel 2004, nell’ambito del programma pilota Epode, «Ensemble, prévenons l’obésité des enfants» (preveniamo insieme l’obesità dei bambini). Prevede la costruzione di numerosi parchi e campi da gioco, di piste ciclabili che attraversano l’intera città, il controllo regolare del peso dei bambini sin dall’infanzia e la registrazione dei dati sulla loro massa corporea. Poi corsi scolastici in cui si insegna la buona alimentazione e la buona cucina, lezioni in cui si promuove lo sport come attività ricreativa e di benessere e si incitano i ragazzi a evitare il più possibile i fast food. Infine la nascita o il trasferimento di molti studi medici nel cuore della città, in modo da incoraggiare i pazienti a controlli regolari sulla propria salute. La questione interessa particolarmente il Regno Unito, dove l’allarme obesità - da qualcuno ritenuto solo l’ultimo spauracchio governativo - si è fatto più preoccupante in seguito ai numeri diffusi da un recente rapporto di alcuni scienziati del programma governativo Foresight, secondo i quali il 60 per cento degli uomini, il 50% per cento delle donne e il 25 per cento dei bambini inglesi saranno obesi entro il 2050. Con costi che oggi si aggirano già intorno al miliardo di sterline l’anno e che per quella data potrebbero lievitare fino a 45 miliardi di sterline.

La lotta all’obesità sta diventando ormai quasi un’ossessione per gli inglesi, di certo un problema serio proprio sotto l’aspetto economico: secondo Colin Waine, presidente del National Obesity Forum, il problema del sovrappeso rischia di portare l’Nhs, il servizio sanitario pubblico, alla bancarotta. È questa la ragione per cui obesi e fumatori in molte cliniche del Paese sono gli ultimi nelle liste d’attesa.