Formaggi scaduti, Coop ritira i prodotti Galbani

La Coop centro Italia ritira
dalla vendita i prodotti Galbani dopo la notizia di una
presunta alterazione delle date di scadenza. La decisione è
presa "a titolo precauzionale e in attesa di verifiche e
controlli chiesti alla ditta produttrice". Controlli del ministero del Lavoro

Roma - La Coop centro Italia ritira dalla vendita i prodotti Galbani dopo la notizia di una presunta alterazione delle date di scadenza. La decisione è presa "a titolo precauzionale e in attesa di verifiche e controlli chiesti alla ditta produttrice". La presunta contraffazione sarebbe stata operata presso il deposito di Perugia. Al momento non risulta che accertamenti siano stati avviati da organi di polizia perugini.

La decisione della Coop "A titolo precauzionale e in attesa di verifiche e controlli chiesti alla ditta produttrice, è stato deciso di ritirare dalla vendita tutti i prodotti Galbani presenti nei punti vendita Coop Centro Italia", rende noto in una nota Coop Centro Italia, in seguito alla notizia apparsa oggi su un quotidiano nazionale in merito alla presunta contraffazione delle date di scadenza dei prodotti a marchio Galbani operata presso il deposito di Perugia. Coop Centro Italia sottolinea che "nessuno dei suoi negozi, supermercati e ipermercati viene rifornito con prodotto provenienti dal deposito di Perugia" e che "per ora non ci sono elementi per sostenere che tale pratica sia diffusa presso altri depositi. Nonostante ciò - conclude la nota - al fine di tutelare i nostri consumatori, a titolo precauzionale e in attesa di verifiche e controlli chiesti alla ditta produttrice, è stato deciso di ritirare dalla vendità tutti i prodotti Galbani presenti nei punti vendita Coop Centro Italia".

Controlli del ministero del Lavoro Sono stati annunciati dal ministero del Lavoro dei controlli mirati su Perugia e sulle merci che sono state smistate da questa sede dell’azienda. Anche la Cgil sta facendo il suo: in ballo c’è la credibilità dei 25 operai e anche il loro posto di lavoro, dopo le presunte rivelazioni bomba. "Come Flai Cgil Umbria - afferma il segretario generale Vincenzo Sgalla - abbiamo chiesto immediatamente alla Galbani di compiere le verifiche necessarie e di chiarire in modo netto la posizione aziendale. Abbiamo chiesto inoltre, attraverso la segreteria nazionale, un incontro urgente di tutto il gruppo per capire cosa sia stato fatto dal 2005 ad oggi e come mai l’azienda in questi mesi sia al centro di diverse inchieste giornalistiche. Per la nostra organizzazione - conclude Sgalla - la sicurezza alimentare rimane un prerequisito irrinunciabile, anche a tutela dei lavoratori dell’azienda. Lavoratori che in queste ore vedono il loro futuro a rischio in virtù di eventuali comportamenti scorretti da parte dei dirigenti aziendali".

Il puzzle delle accuse Il puzzle delle accuse alla Galbani Italia sembra non essere proprio così limpido e a prova di smentite. Infatti, la Procura e le forze di polizia giudiziaria hanno fatto sapere che non hanno mai ricevuto quel famoso esposto da parte dei lavoratori, tanto è vero che non hanno mai autorizzato una inchiesta, che sarebbe poi partita d’ufficio data la gravita della situazione.