La formazione intellettuale e gli scritti italiani di Pound

Tra le ultime pubblicazioni dedicate a Ezra Pound (1885-1972), vanno segnalati almeno due titoli. Il primo sono le sue Carte italiane (1939-44) appena uscite a cura di Luca Cesari (Archinto, pagg. 422, euro 25): che il poeta americano amasse l’Italia non è una novità; tutti sanno che vi ha soggiornato, in particolare a Rapallo e Venezia, per lungo tempo. Ma con la pubblicazione di queste «prose critiche» sulla letteratura e sull’arte scopriamo molti aspetti inediti del suo rapporto con il nostro Paese. Il libro raccoglie le sue collaborazioni a quotidiani e periodici italiani (da L’Indice a Prospettive, da Maestrale a La Stampa, da Il Lavoro a Marina Repubblicana) e alcune lettere. Il secondo titolo è il saggio di Luca Gallesi su Le origini fasciste di Ezra Pound (Ares, pagg. 312, euro 16; prefazione di Giano Accame) che invece - indagando sulle correnti di pensiero che influirono sulla formazione intellettuale del poeta - istituisce un originale collegamento tra le idee politiche di Pound e l’ambiente culturale che si riunì prima della Grande Guerra attorno alla rivista The New Age diretta da Alfred R. Orage e che aveva tra i propri collaboratori G.K. Chesterton, H. Belloc e A. Coomaraswamy.