Forme eccentriche e abiti barocchi La moda torna a far sognare

Geometrie ricercate ma sempre portabili: così Dolce&Gabbana e Versace riaccendono il desiderio nelle donne del XXI secolo

Milano - La vera moda è qualcosa che non hai visto il giorno prima e quando ti arriva sotto gli occhi te li riempie di gioia. Ieri la gente usciva felice dalla sfilata di Dolce&Gabbana dopo aver assistito a uno spettacolo talmente bello e nuovo da suscitare una profonda emozione positiva.

Con la collezione intitolata «Pigiama Barocco» i due stilisti hanno ridato il buonumore perfino alla mal mostosa stampa americana che non vede l'ora di lasciare Milano per trasferirsi a Parigi dove in effetti ci si diverte di più anche se poi i conti delle maison francesi non giustificano tanto entusiasmo. Comunque sia Donatella Versace invita ad affrontare con spirito positivo il difficile momento economico internazionale. «Per far entrate la gente nei negozi bisogna fare cose sempre più attraenti e desiderabili», ha detto poco prima di far sfilare una collezione che ha stampato altri sorrisi estasiati sulle facce dell'esausto popolo della moda.

Stessa reazione dopo il défilé di Fendi dove Karl Lagerfeld ha magistralmente lavorato su leggerezze e trasparenze. «La cosa più preziosa che puoi dare alle donne soffocate da troppi impegni è l'aria», ha detto il grande stilista nel backstage raccogliendo mille complimenti anche per i sublimi costumi che ha disegnato per il film The Duchess. Dolce&Gabbana, Versace e Fendi hanno sostanzialmente lavorato sullo stile geometrico che per la prossima estate sarà irrinunciabile. «Non mettiamo limiti alla creatività», si sono detti Domenico e Stefano aggiungendo a questo tema che di per sé è molto forte un tocco di neo romanticismo e quel gusto barocco della decorazione che ha sempre caratterizzato il loro stile. C’era ad esempio un tubino rosa cipria di linea dritta e rettangolare sotto alle spalle tonde come le orecchie di Minnie da cui uscivano come per magia le braccia nude. Quadrati sopra, rotondi sotto e magari con le maniche enfatizzate da due grossi esagoni, i modelli trasmettevano un'idea di agio sottolineata dall’uso del pigiama al posto del tailleur, trasformato in soffice trench oppure nelle lussuose camicie di raso abbinate a voluminose gonne a palloncino decorate da paillettes in seta.
Gli abiti da sera del gran finale toglievano il fiato essendo fatti in leggerissima rete metallica su cui gli stilisti hanno applicato innumerevoli fiori di stoffa con i petali imbottiti per dare tridimensionalità alla poesia.

La bionda signora del made in Italy ha fatto lo stesso lavoro sulla superficie dei materiali ottenendo nuovi motivi animalier per esempio con il raso di seta misto a cotone che una volta lavorato a jacquard sembra coccodrillo, l'organza nella squama del pitone e la seta trattata ad enzimi fino a riprodurre le squame della pelle di anaconda. Con questi tessuti ha costruito strepitosi modelli con la linea a scatola che non trasforma le donne in pacchi regalo grazie a un virtuoso uso delle più avanzate tecniche di sartoria. Il coccodrillo stavolta vero ma tinto d'oro e spazzolato a mano fino ad assomigliare a un lingotto si trasforma in un magnifico soprabito, mentre le zip aprono nuove frontiere al decoro.

Fendi invece lancia la pelliccia trasparente montando su una crinolina di silicone ciuffi di volpe. Organza, nylon e neoprene sostengono prima di tutto le linee geometricamente pure e poi innumerevoli decori leggeri come l'aria.