«Le formiche e il tormentone estivo dell’Udc»

(...) E il clima che da tempo, e in particolare in questi ultimi giorni, si respira dopo le esternazioni dei massimi dirigenti di questa forza politica non promette nulla di buono. Altrove, può darsi che questi autorevoli leader incontrino un alto indice di gradimento. Posso testimoniare che, in Lombardia, purtroppo non è così. Se poi in autunno, sulla finanziaria e sul federalismo, i distinguo nell'area moderata dovessero ripetersi, le preoccupazioni sarebbero ancora maggiori. Intendiamoci. Nell'era del bipolarismo, nessuno può ritenersi autosufficiente. Ed anche in Lombardia, la Cdl ha bisogno dell'Udc, e viceversa..
Il mio augurio è che il dibattito in corso prenda una china diversa, per esempio, la strada indicata dal documento conclusivo del Consiglio nazionale di Forza Italia, che non porta acqua al mulino degli azzurri, ma guarda con rispetto e lungimiranza alle esigenze e alle identità della Cdl in tutte le anime di cui è ricca. Possono le formiche moderate lombarde sperare di non incavolarsi più almeno fino alla prossima primavera? Noi, in ogni caso, a quello delle cicale, continuiamo a preferire il ruolo delle formiche.