Formigoni accusa il governo: «Folle svendere Malpensa»

Il governatore scrive a Prodi. «Danno da 15 miliardi, lo spiegherò al prossimo Consiglio dei ministri» E la Moratti attacca Alitalia: «Lasci liberi gli slot»

(...) Per questo Formigoni chiede di partecipare al prossimo consiglio dei ministri, dove spiegherà «quali gravissime ricadute la decisione di abbandonare Malpensa abbia sulla vita di cittadini lombardi e sulla loro economia». Oltre 15 miliardi di euro solo per la Lombardia, secondo la ricerca dello studio Ambrosetti. «Sono uomo del nord - la replica stizzita del ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani - e quando vedo il nord abbandonare il terreno della razionalità e mettersi su quello dell’agitazione e della propaganda mi spiace molto». Secondo Bersani proprio dalla Lombardia dovrebbe arrivare «una proposta di riorganizzazione del sistema aeroportuale del nord», dove ci sono aeroporti ogni 50 chilometri da Torino a Trieste. «Pensare - aggiunge - che in un consiglio dei ministri noi risolviamo il problema dell’aeroporto di Malpensa, beh si fa un po’ fatica. A meno che non ci siano altre riflessioni su altri aeroporti».
Intanto, Formigoni rivela che alcune fonti gli avrebbero annunciato una «rapidissima svendita a una compagnia straniera». Air France? Il governatore non conferma, ma si capisce subito quanto la pista parigina sia oggi la più accreditata. Anzi, forse l’unica dopo che l’ultima asta per cedere la società è andata disastrosamente deserta. «Inaccettabile soprattutto - sottolinea - è che le decisioni irrazionali prese da Alitalia ricadano pesantemente sul nostro territorio. E una volta venduta o svenduta Alitalia ad Air France, saranno definitive». Chiaro il riferimento alle rotte che, una volta abbandonate, saranno rapidamente occupate da altri. E, a quel punto, sarà ben difficile o meglio impossibile tornare indietro. «Più che un piano industriale, un piano irrazionale». La proposta Rayanair? «Positiva, il segno che i nostri scali interessano ad aziende sane che sappiano guardare ai propri interessi». Bene, dunque, i colossi del low cost, ma non saranno certo in grado di colmare il buco lasciato. Lo spiega anche l’assessore Raffaele Cattaneo. «Non accetteremo mai che il Milano-Tokyo o il Milano-New York vengano sostituiti con il Milano-Rimini o il Milano-Campobasso. Con tutto il rispetto per Rimini e Campobasso, è chiaro che per salvare l’intero sistema non si possono sostituire rotte importanti con tratte a basso valore. E anche frammentare 150 tratte in altrettante diverse compagnie, costituirebbe un danno irreparabile».
Pronto, allora, il piano del Pirellone per evitare «licenziamenti, danni economici agli aeroporti e all’economia di tutto il territorio, disagio sociale». Oltre alla lettera inviata al premier Romano Prodi con la richiesta («come previsto dalla legge in caso di decisioni che comportino gravi conseguenze per una regione») di partecipare al consiglio dei ministri, il consiglio regionale di martedì e una riunione dei governatori e sindaci del Nord.