Formigoni agli azzurri: «All’attacco sulle tasse L’Unione non è credibile»

«Picchiare duro sul tema del Fisco». È questo l’input dato ieri da Roberto Formigoni (candidato al Senato) agli azzurri di Forza Italia, convinto com’è il governatore lombardo che «il centrosinistra su questo tema non sia credibile». Formigoni ha cercato di dimostrarlo pure nel faccia a faccia tv, su Rai Tre, col diessino Luciano Violante. «A 10 giorni dalle elezioni - ha detto Formigoni - credo esista un problema di credibilità. Si sta verificando un fenomeno rilevato pure da diversi osservatori economici: è ripresa la migrazione dei capitali verso la Svizzera, perchè evidentemente i risparmiatori hanno paura che una possibile vittoria del centrosinistra porti ad un aumento della tassazione. Evidentemente questi risparmiatori non credono alle rassicurazioni di Prodi. D’altra parte il governo Berlusconi è stato l’unico, in 50 anni, a diminuire le tasse, mentre gli elettori ricordano che coi precedenti governi di centrosinistra la tassazione era aumentata».
Violante ha cercato di sostenere il contrario, elencando l’aumento della tassazione sul Tfr del 25% da parte della Cdl, insieme a quelli di benzina, gasolio e la non restituzione del drenaggio fiscale. «Quando c’erano degli aumenti - ha insistito Violante - il centrosinistra diminuiva l’Iva, cosa che la Cdl non ha fatto. Questa è la verità: chi non ha messo le mani nelle tasche degli italiani sono stati proprio i nostri governi».
«Le singole voci citate da Violante - ha replicato Formigoni - non tolgono che la somma di tutto ha determinato una diminuzione della pressione fiscale. Ci possono essere state singoli aumenti, ma la somma è stata la diminuzione della pressione fiscale, aumentata invece coi governi di sinistra. Conta quindi il risultato finale: Berlusconi ha diminuito le tasse, Prodi e D’Alema le avevano aumentate».
Quanto poi alla questione dei bambini «bolliti» in Cina, ritenuta dalla sinistra «l’ennesima gaffe del premier», Formigoni ha tenuto a precisare che «è noto a tutti gli storici che maoismo e comunismo cinese fecero un numero enorme di vittime, lo stesso Mao parlò di 50 milioni di morti nella Grande Marcia. Berlusconi ha fatto un discorso storico confermato dalle stesse testimonianze. Diverso è il discorso sulla Cina attuale, dove i diritti umani non sono rispettati».