Formigoni analizza il voto: "È un segnale di fiducia all’operato della Regione. Vedo praterie elettorali nel futuro della Cdl"

Per il governatore il trionfo del centrodestra è un ammonimento a Prodi
e rafforza il governo del Pirellone: "Saranno tempi duri per il Partito
democratico. La sinistra al Nord è in condizioni disperate"

«Un centrosinistra in condizioni disperate» e «grandi praterie elettorali nel futuro della Casa delle libertà». Queste le immagini usate del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, per commentare i risultati delle elezioni amministrative appena concluse. Elezioni che hanno decretato, soprattutto al Nord, percentuali del tutto a favore del centrodestra e che hanno portato alla conquista di alcune roccaforti dell'Ulivo. Monza in testa.
Presidente, soddisfatto per il risultato in Lombardia?
«Decisamente sì. Il consenso raccolto dalla Cdl rafforza il governo della Regione Lombardia e conferma il buon operato della nostra giunta. Forza Italia inoltre si conferma come il partito più forte. È bastato un anno perché gli italiani si rendessero conto di quanto avevano sbagliato a dare la fiducia a Prodi e in Lombardia direi che i risultati sono stati straordinari. Una vittoria indiscutibile».
Quali sono stati gli errori del centrosinistra?
«Innanzitutto la politica fiscale. Questo si è presentato come il governo delle tasse. Poi troppi controlli sugli artigiani e i piccoli commercianti, che si sono sentiti attaccati da un potere nemico. E ancora un eccesso di prepotenza e politiche contrarie alla famiglia, come ad esempio la decisione di raddoppiare le dosi consentite di cannabis. Una scelta che non è piaciuta a tanti genitori. Le politiche di Prodi hanno deluso il Nord. A cominciare dal saldo del debito sanitario del Lazio».
Cosa dovrebbe fare ora il governo?
«Occorre una sterzata forte, ma dubito che ci sarà».
Perché?
«Ad impedirlo saranno le componenti dell'estrema sinistra. Temo che le scelte che verranno fatte vadano nella direzione sbagliata. La sinistra radicale ha in mano la golden share del governo e fa da zavorra a tutto il centrosinistra. Servono invece politiche riformiste e moderate».
Lei è per il voto anticipato e le dimissioni di Prodi?
«Non sta a me chiederle. Certo, sarebbero un atto di responsabilità visto che gli italiani hanno sostanzialmente detto no al governo in modo molto chiaro. Prodi non può far finta che non sia successo niente, come invece sta facendo».
Su che basi può nascere ora il Partito democratico?
«I rappresentanti del Nord sono molto preoccupati. Il Partito democratico gioca una partita importante ma mi sembra in condizioni disperate. Il centrosinistra con Prodi è tornato all'età della pietra. Prevedo tempi duri per il Partito democratico e per il Paese».
Cosa vede nel futuro della Cdl?
«Dobbiamo mettere nel mirino le prossime elezioni amministrative. Ora molto diventa possibile e per la Casa delle Libertà si aprono grandi praterie elettorali. Forza Italia, anche dove è stata molto generosa con gli alleati, si è confermata il primo partito. Terremo ben presente che il Paese chiede di svoltare».