Formigoni, appello ai cattolici: «Votate chi difende i nostri valori»

«Non metto in dubbio la fede di chi se ne va con la Margherita. Ma nell’Unione la dottrina cristiana non è dominante»

Marcello Chirico

I veri cattolici non sono candidati nelle liste del centrosinistra, ma in quelle della Casa delle libertà. A mettere in guardia dal «maligno» presente anche in cabina elettorale lo ha fatto ieri Roberto Formigoni, cattolico assolutamente al di sopra di ogni sospetto, nella cornice probabilmente più opportuna: quell’abbazia di Chiaravalle i cui lavori di manutenzione (praticamente ultimati) sono stati finanziati proprio dalla Regione. Tra un sopralluogo e l’altro delle nuove stanze dei monaci e della biblioteca, Formigoni ha tirato la sua stoccata all’Unione, e in particolare a quella Margherita diventata, a sinistra, il nuovo approdo di molti cattolici desiderosi di fare politica attiva e quindi di candidarsi alle prossime elezioni d’aprile. Come Paola Binetti (ex leader del movimento «Scienza e Vita») e Luigi Bobba (ex responsabile delle Acli), autori di una lettera-appello indirizzata all’elettorato cattolico che il governatore lombardo ha respinto al mittente.
«Non metto in dubbio né la fede né la buonafede di Binetti e Bobba, ma la loro intelligenza politica - ha polemizzato Formigoni -, non basta dire di essere cristiani per essere capaci di difendere veramente le loro convinzioni e la dottrina cattolica. Proprio con le loro scelte politiche Botta e Binetti mettono a repentaglio la dottrina sociale cristiana e la portano alla sconfitta. Perché, se vincesse lo schieramento di Centrosinistra con il quale si candidano, i propugnatori della dottrina sociale cristiana sarebbero in netta minoranza rispetto a Rosa nel pugno, Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani e la stessa maggioranza dei Ds».
«Se i cristiani seguissero le indicazioni di Binetti e Bobba di votare la Margherita - ha aggiunto il presidente della Lombardia - la visione sociale della Chiesa perderebbe, si troverebbe a essere minoranza nello schieramento che ha vinto l’elezione». Quindi «Cristiani attenzione!» è stato l’appello di Formigoni «perché nel voto bisogna utilizzare l’intelligenza. Ciò significa privilegiare schieramenti e partiti che possono portare alla vittoria i nostri valori e nella Cdl i cristiani sono in maggioranza e tutti i partiti difendono l’unità della famiglia e la vita».
Da qui la speranza di Formigoni che i cattolici, ma in generale tutti i moderati presenti attualmente nelle file dell’Unione abbiano un sussulto morale e, magari subito dopo il voto d’aprile, entrino pure loro a far parte del nuovo Ppe al quale il governatore sta già alacremente lavorando. «Spero - si è augurato Formigoni - che alcuni di loro si rendano conto che la prospettiva di un partito popolare su modello europeo possa essere un’opportunità». Margerita compresa? «Io penso ad alcune persone - ha risposto -, vedremo poi quando sarà costituito».