Formigoni: «Bene l’accordo ma ora serve una moschea»

Il Comune si difende: «Razzisti? In città già cinque luoghi di culto»

Va bene il Vigorelli ma è necessario trovare una soluzione definitiva per consentire ai musulmani di pregare. Roberto Formigoni è soddisfatto dell’accordo raggiunto durante il vertice in prefettura però chiede di andare oltre. «La localizzazione del Vigorelli è temporanea: occorrerà poi lavorare per trovare una sistemazione definitiva nella linea di quanto avevamo già indicato». Il riferimento è alla convinzione, espressa dal governatore, che se la comunità islamica ne fa richiesta, sia giusto che il Comune di Milano conceda spazi per costruire una moschea. Le prime mosse vanno nella giusta direzione. «Bene l'accordo tra il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi e il direttore del Centro culturale islamico, Abdel Hamid Shari - osserva Formigoni -. La determinazione e la ragionevolezza del prefetto, unita alla disponibilità e alla collaborazione di tutti, hanno portato a un risultato che permette di riconsegnare ai cittadini la zona di viale Jenner e allo stesso tempo tutela i diritti della comunità islamica ad avere un luogo per la preghiera». Il vicesindaco, Riccardo Corato, tiene a sottolineare che Milano non è una città razzista: «Vorrei ricordare- che qui ci sono già cinque posti dove gli islamici possono pregare. Il messaggio è chiaro. «Siccome si sta dando l’immagine di una città intollerante - conclude - credo che più tolleranti di così non si possa essere».