Formigoni contro il «Corriere»: «È un soviet»

Roberto Bonizzi

da Milano

«Il Corriere della Sera ormai è un soviet: Mieli comanda e i giornalisti eseguono. A via Solferino la professione giornalistica è morta». Roberto Formigoni è durissimo contro il quotidiano milanese. Una presa di posizione netta e senza appello. Prima in una nota, poi ripetuta davanti a taccuini, microfoni e telecamere. «Metto in guardia l'opinione pubblica - prosegue il governatore e candidato al Senato come capolista di Forza Italia in Lombardia -. Qualunque cosa il Corriere scriva nei prossimi giorni sarà probabilmente destituita da ogni fondamento».
L'attacco è un contrattacco. Risposta a un articolo pubblicato ieri a pagina 7 di Corriere Economia, con un richiamo in copertina nell'allegato del lunedì del Corsera. Un reportage dalla Cina intitolato «Shanghai, palazzo Lombardia è deserto», sopra questo sommario: «È il fiore all'occhiello del governatore Formigoni. Corridoi vuoti, porte chiuse, business zero». In sintesi nell'articolo si afferma che la struttura a sei piani, chiamata «Palazzo Lombardia» e inaugurata nel 1996, nella regione di Pudong, cuore della Cina imprenditoriale, oggi sarebbe di fatto un'area morta. E le stesse aziende italiane snobberebbero la base operativa. Formigoni però non ci sta e replica officiando il necrologio del giornalismo in via Solferino, storica sede del quotidiano milanese. «L'articolo pubblicato in bella evidenza in prima pagina sul Corriere Economia - prosegue - descrive una realtà che non esiste, mistifica dati di fatto e tace quanto i miei portavoce hanno dimostrato all'incauto giornalista con cifre, dati e fatti. L'articolo di oggi (ieri per chi legge ndr) è spazzatura pro Unione del dottor Mieli».
Ma dal Pirellone arrivano anche precisazioni sulla vicenda di «Palazzo Lombardia». «La Regione da anni porta avanti una politica internazionale incentrata sulla sussidiarietà: non gestisce in proprio, ma aiuta e sostiene progetti positivi delle aziende. Anche in Cina è avvenuto: le tre missioni della passata legislatura hanno portato in Cina 152 fra imprese e istituzioni: tutte riconoscono di averne tratto un beneficio rilevante e spesso decisivo. Palazzo Lombardia non è né vuoto né inattivo. Ospita 53 aziende con 102 dipendenti. Si tratta di uffici di rappresentanza, di uffici operativi o anche di laboratori per la produzione. Oggi importanti imprese (Camozzi Holding, Saati, Universal Selecta), tutte operanti a Pudong, hanno preso le distanze dall'attacco del Corriere».
Aspre critiche al governatore, invece, arrivano dal centrosinistra. «Formigoni contro il Corriere, Berlusconi contro la Rai. I due esponenti di Forza Italia sono interpreti di una strategia fin troppo chiara: far parlare di sé per gli attacchi spropositati verso chi fa il proprio mestiere di giornalista», questo il commento di Giuseppe Civati, consigliere regionale e segretario dei Ds di Monza. Chiede l'autosospensione del governatore Sergio Fumagalli, segretario lombardo dello Sdi e candidato alla Camera per la Rosa nel pugno: «Formigoni usa la notorietà di governatore per sostenere la propria candidatura: dovrebbe autosospendersi, per un fatto di etica e moralità». Carlo Monguzzi, capogruppo lombardo dei verdi, chiama in causa Mussolini: «I termini usati oggi da Formigoni contro il Corriere riecheggiano purtroppo la retorica e la mistica mussoliniana. Comprendiamo la disperazione di Formigoni stretto a tenaglia tra Berlusconi e la Lega, ma se la prenda con loro e lasci stare la libertà di stampa».