Formigoni controlla: è il primo test per il piano regionale

Primo test sul campo per il piano sanitario di emergenza creato dalla Regione Lombardia. Per controllare se funziona e verificare eventuali falle nel sistema che dovrebbe scattare in caso di attacco terroristico sul territorio, il governatore Roberto Formigoni, insieme all’assessore regionale alla Protezione civile Massimo Buscemi, sarà in prefettura per tutta la durata dell’esercitazione per seguirne gli sviluppi attraverso i monitor allestiti in corso Monforte.
Saranno impegnate la Task Force Emergenza della Regione e il 118 di Milano, che assumerà la direzione dei soccorsi sanitari in stretta relazione con gli ospedali di riferimento e con l’Asl della città di Milano. Sarà attivata anche la sala operativa della Protezione civile in via Fara, e un elicottero verrà messo a disposizione della Polizia locale per coordinare le pattuglie dislocate nelle aree colpite.
Recentemente la giunta regionale ha approvato il piano d’azione in caso di attentati, per il quale ha stanziato 5 milioni di euro. La gestione di una emergenza prevede una tempistica serrata e l’individuazione chiara di «chi fa che cosa». In particolare la «prima fase», nell’immediato verificarsi dell’evento, prevede che la gestione dei soccorsi sanitari e dell’urgenza-emergenza sanitaria sia affidata al 118, che opera in contemporanea con vigili del fuoco e forze dell’ordine. Nella seconda fase, entro 60 minuti dall’evento, vengono attivate le Unità di crisi regionale e locale e il Piano sangue, mentre nella terza fase (nelle ore successive), scattano le valutazioni e i controlli di carattere sanitario e ambientale dell’Arpa. Fondamentale anche il ruolo dell'elisoccorso. In Lombardia sono già attivi diversi servizi di questo tipo dall'alba al tramonto.