Formigoni digiuna per opporsi alla pena di morte

Sciopero della fame contro la pena di morte. Roberto Formigoni, da sempre in prima linea nella battaglia, non si sottrae all’ultima sfida proposta dai Radicali perché sia messa all’ordine del giorno nell’Assemblea generale Onu in corso la proposta di risoluzione per la moratoria universale della pena di morte. Spiega il governatore: «La pena di morte è una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo e rappresenta una drammatica contraddizione per la nostra civiltà. La comunità in cui viviamo ha la forza per scommettere sulla possibilità che ogni persona, anche chi si è macchiato di crimini abietti, possa essere aiutata a recuperare». L’invito è a unirsi alla manifestazione, a farsi sentire: «Rimanere in silenzio è un errore politico e culturale enorme: non possiamo accettare di proseguire verso l’imbarbarimento della nostra cultura. Ogni esecuzione capitale allenta il legame fondamentale tra la nostra civiltà e il rispetto della dignità di ogni persona».
Così, ecco la scelta di aderire all’invito al digiuno proposto per oggi da molte associazioni che si battono per la difesa dei diritti umani e innanzitutto del diritto alla vita. «Un piccolo gesto, certamente, ma dal forte valore simbolico. Quello all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è un primo e cruciale passaggio per arrivare alla messa al bando internazionale della pena di morte».