Formigoni e 50 onorevoli lombardi volano a Roma per salvare Malpensa

I parlamentari di destra e sinistra firmano un documento per chiedere al governo di tutelare l’hub Anche il segretario ds in campo: «No ai tagli dei voli»

Due goal in più per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, nella sua partita a difesa di Malpensa. Ormai ai tempi supplementari, arriva l'appoggio del leader dei Ds, Piero Fassino, che si dice contrario al taglio dei voli sullo scalo lombardo. E arriva anche il documento bipartisan sottoscritto dai parlamentari eletti in Lombardia.
Fassino, intervenuto ieri a Milano a sostegno della candidatura di Walter Veltroni per la guida del Partito democratico, sostiene che sia un errore ridurre le rotte a Malpensa. «Non è così che si risana Alitalia - spiega -. Bisognerebbe piuttosto agire sulla ristrutturazione dell'azienda e dei suoi assetti».
La soppressione dei 150 voli prevista dal piano industriale per lo scalo lombardo non porta quindi al salvataggio della compagnia di bandiera. Anzi, secondo Fassino sono proprio «le rotte a rappresentare le risorse di Alitalia». Questo non significa privilegiare Malpensa a scapito di Fiumicino. Il leader diessino è convinto che in Italia ci sia spazio «per due grandi hub che servano non Alitalia ma il traffico aereo nel suo complesso. Ha ragione la Lombardia a chiedere che Malpensa continui ad essere un grande hub internazionale».
La squadra di Formigoni si allarga di giorno in giorno e mette in campo nuovi giocatori. Martedì i sindacati, gli imprenditori, le cooperative e le associazioni, che hanno firmato un testo congiunto. Ieri i parlamentari lombardi, che hanno sottoscritto un documento per chiedere al governo «di pronunciarsi, anche in qualità di azionista di Alitalia, sul piano industriale e sulle prospettive di Malpensa». Sono cinquanta i senatori e i deputati di Cdl, Verdi, Ulivo e Udeur che hanno messo nero su bianco la volontà di «tutelare Malpensa come hub e sviluppare il sistema aeroportuale del Nord». E hanno inoltrato la richiesta al governo di «favorire ogni iniziativa per una rapida privatizzazione della compagnia di bandiera, privilegiando la proposta industriale maggiormente in grado di sviluppare l'hub di Malpensa». Dalla riunione romana è emersa anche la richiesta di rivedere la normativa sull'assegnazione delle bande orarie, «anche prevedendo un ruolo attivo delle Regioni nella procedura di assegnazione degli slot come previsto dalle norme europee». Qualora il rilancio della compagnia di bandiera si rivelasse «non praticabile - recita il documento - ovvero in contrasto con gli interessi dell'aeroporto Malpensa occorrerà procedere comunque nella ricerca di soluzioni alternative coinvolgendo gli operatori interessati e le realtà del mondo economico-finanziario e imprenditoriale».
«Questa battaglia è decisiva - ribadisce Formigoni -. Rischiamo perdite economiche gravissime e la perdita di migliaia di posti di lavoro». Nel ripetere il suo appello al governo, Formigoni puntualizza che la sua «non è una battaglia di campanile» ma è più che mai necessario che «il governo si pronunci e lavori assieme a istituzioni locali e Regione Lombardia per dare a Malpensa quel futuro che l'aeroporto e la Lombardia si sono meritati».