«Formigoni ha avuto troppa pazienza con Cè»

«Nessuna impasse al Pirellone, la giunta ha pieni poteri»

Sabrina Cottone

I modi sono pacati, ma la sostanza politica è un ultimatum ad Alessandro Cè. Maria Stella Gelmini lancia un estremo appello di Forza Italia alla Lega e all’assessore sospeso. «Roberto Formigoni ha avuto fin troppa pazienza» dice la coordinatrice azzurra della Lombardia. E ancora: «Più passa il tempo e più diventa difficile ricucire». Parla nella sede milanese di Forza Italia, davanti alla bandiera tricolore, seduta tra il governatore e il coordinatore nazionale del partito, Sandro Bondi: «Tutto ciò che dovevamo fare l’abbiamo fatto. Adesso attendiamo in maniera chiara e senza equivoci che la Lega dimostri di appartenere alla coalizione e che Cè ripristini il necessario rapporto di fiducia con il presidente della Regione». Insomma, serve un passo indietro e serve in fretta: una lettera di scuse un po’ più vincolante di quella messa giù da Gelmini e Giorgetti e che Cè non ha neanche mai firmato.
Il meno preoccupato sembra Roberto Formigoni, che avverte «pieno appoggio da Forza Italia». Il governatore ha assunto su di sé il ruolo dell’assessore Cè: «Nessuna impasse, la giunta è nella pienezza dei poteri e io funziono da “sovrintendente” della Sanità. Ho anche preso provvedimenti sull’influenza aviaria...». Lettera di scuse o no, ci sono decisioni che non possono essere rimandate. E ieri il presidente della Regione ha inviato le direttive alle Asl per combattere il virus dei polli, ma anche per organizzare lo smaltimento di piccoli quantitativi di amianto. Lunedì mattina sarà steso l’ordine del giorno della giunta di mercoledì prossimo e non è escluso che in calendario ci sia qualcosa che riguardi la sanità. «Valuteremo lunedì quali delibere siano le più importanti» sorride il governatore.
Lunedì dovrebbe essere la giornata decisiva anche perché è prevista una cena ad Arcore tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. Il Senatùr ha promesso ai suoi durante l’ultimo consiglio nazionale della Lega che la situazione sarebbe stata risolta subito dopo il rientro di Berlusconi da New York. E adesso ci si attende la quadratura del cerchio. «Una soluzione dovrà esserci ma con calma» commenta il lumbard Giancarlo Giorgetti. Un modo di ribadire la linea concordata con Bossi, che ha invitato a tenere bassi i toni. Il primo tentativo della Gelmini e del segretario della Lega lombarda, Giancarlo Giorgetti, di far firmare una lettera di scuse a Cè è fallito, e questo anche se il contenuto è stato ritenuto troppo blando. «Cè è un assessore indisciplinato, con un carattere forte che deve mostrarsi più disponibile a un gioco di squadra» spiega ancora la coordinatrice azzurra.
Altro tema caldo della politica lombarda, discusso tra i vertici azzurri, è il candidato a sindaco di Milano. Il coordinatore nazionale, Sandro Bondi, esclude che ci sia un altro candidato oltre il ministro dell’Istruzione. «Non mi risulta che Letizia Moratti voglia rinunciare» sostiene Bondi. Tutta la nostra attenzione è rivolta al fatto che Letizia Moratti sarà il candidato della Casa delle libertà». L’ostacolo, come è noto, è che Moratti non ha ancora sciolto le riserve. Un problema a cui allude anche Formigoni. «Letizia Moratti è un ottimo candidato. Sta portando a termine il suo lavoro ma entro un congruo limite di tempo scioglierà definitivamente la riserva».