Formigoni: «Ho chiesto i poteri per mettere fuorilegge i diesel»

Il governatore: «Ho scritto alla Ue per ottenere la delega a vietare l’immatricolazione di auto e camion a gasolio»

«Se la Lombardia avesse i poteri della California, i diesel li avrei messi fuori legge da tempo: sono i principali responsabili dell’aumento del Pm10», spiega Roberto Formigoni. Che però non demorde: «Ho presentato al presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, la richiesta di poter vietare in Lombardia l’immatricolazione di auto e camion diesel o, in subordine, solo di quelli senza filtro anti particolato. Si tratta di una competenza dell’Unione Europea - precisa -. Io ho chiesto che ci venga delegata». Questo, secondo la Regione, permetterà di scavalcare il governo italiano, anche se il governatore spiega che «Roma è stata avvisata della richiesta, non volevo scavalcare politicamente il governo». Non basta.
Formigoni rinnova le critiche alle case automobilistiche: «Puntano tutto sui modelli diesel, i più inquinanti». In Lombardia nel 1993 erano mezzo milione (dati Aci), nel 2004 hanno superato il milione e trecentomila unità (in 12 anni dunque sono più che raddoppiati). Le auto diesel vengono preferite perché hanno prestazioni simili a quelle a benzina e durano più a lungo. Ma producono molto più Pm10 e di una «qualità» più nociva. Esiste un dispositivo per ridurre le polveri sottili emesse - il filtro anti particolato citato da Formigoni - ma nessuna legge impone alle cause produttrici di montarlo. E così, su 10 auto diesel acquistate oggi, una soltanto in media ha il dispositivo. La cosa più facile, a questo punto, sarebbe imporre da subito il filtro anti-Pm10 a livello comunitario o nazionale. «Se la mia proposta punta a questo? Io ho chiesto i poteri, se questo servirà a dare una scossa all’Ue tanto meglio» riprende Formigoni.
Sulla richiesta lombarda dovranno pronunciarsi ora i tecnici di Bruxelles. Sarà aperta un’istruttoria, «è la prima volta che viene chiesta una cosa del genere alla Commissione e sono diversi gli ambiti coinvolti, dall’ambiente alla concorrenza, si tratta di una misura che incide sul mercato», spiega il governatore.
Quanto alla misure immediate per fermare la serie di giorni (18 su 19) con il Pm10 oltre i limiti, Formigoni ha spiegato che potrebbero tornare le targhe alterne. Una misura adottata per 15 giorni di fila nel 2003 e che, ricorda il presidente, alla fine è stata bocciata all’unanimità. «Per riproporla serve il consenso di tutti». Per questo mercoledì la Regione riunirà sindaci, province e categorie economiche. Ci sarà anche Milano, che sulle targhe alterne resta scettica. «Le abbiamo provate e i risultati sono stati modesti» ricorda Domenico Zampaglione, assessore all’Ambiente. Sulle targhe alterne Formigoni si rivolge anche ai partiti del centrosinistra. «Li invito a sfruttare le primarie per scegliere il loro candidato sindaco in programma il 29 gennaio: potrebbero aggiungere una scheda sulle targhe alterne, così sapremo come la pensano i loro elettori».
Quel giorno scatterà anche il blocco totale della circolazione, una misura prevista da tempo. Formigoni ha scritto ai presidenti di Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e alla Provincia di Trento chiedendo di fare lo stesso domenica 29. Il provvedimento, così, scatterebbe in tutta la pianura Padana.
C’è infine la questione dei riscaldamenti. Il governatore ha rinnovato l’invito a evitare sprechi, mantenendo in casa una temperatura non superiore ai 20 gradi. Da lunedì un gruppo di 25 ufficiali di Polizia giudiziaria affiancherà i Comuni di Milano, Sesto San Giovanni e Monza nell’attività di controllo degli impianti e delle temperature di uffici e aziende. «Con il potere, ovviamente, di fare multe» dicono in Regione.