Formigoni: «I lombardi mi hanno seguito»

Frecciata del neo senatore alla Lega: «Questo voto ha ristabilito i giusti rapporti di forza tra i partiti del Pirellone»

(...) Ieri, al contrario, il governatore era di tutt’altro pensiero. Perché, a differenza dell’incerta situazione nazionale, la vittoria in Lombardia è stata subito nitida e schiacciante, benaugurale in prospettiva Paese ma, soprattutto, estremamente utile ai fini del computo complessivo dei voti, grazie infatti al premio di maggioranza regionale che accredita più seggi a quella coalizione che si impone sui territori più popolati. E i voti dei lombardi che hanno votato Cdl hanno pesato eccome. «A differenza della grande incertezza su scala nazionale – è stato il primo commento di Formigoni -, il voto lombardo parla da solo: la gente ha capito l’importanza di questa battaglia e mi ha seguito, attribuendo una grande vitoria alla Cdl, a Forza Italia e al sottoscritto. Ringrazio tutti coloro che mi hanno dato la preferenza, perché sono stati davvero tanti». E questo gli ha permesso di auto-nominarsi fin da ieri, davanti alle telecamere del Tg3, «governatore e senatore». Il primo obbiettivo, insomma, Formigoni lo ha centrato e la soddisfazione è evidente: «Ho lottato solo contro tutti per questa mia candidatura ed ho avuto ragione, perché i lombardi si sono schierati dalla mia parte. Sono stati meravigliosi!».
Resta ora da capire cosa farà appunto il governatore-presidente, e cioè: se resterà al comando del Pirellone per i restanti quattro anni di legislatura, oppure sposterà la propria residenza a Roma. Decisione ancora in bilico, proprio come l’esito finale del confronto elettorale. «Opterò per l’una o per l’altra soluzione soltanto dopo aver consultato il mio elettorato – conferma l’interessato -, che consulterò allestendo un vero e proprio referendum, le cui modalità studieremo nelle prossime settimane, quelle necessarie a chiarire la situazione politica, e che organizzeremo nella seconda metà di maggio. Di sicuro, sulla mia decisione conterà prima ciò che mi dirà la gente e poi il desiderio degli alleati, visto che è stata proprio la gente a legittimare questa mia possibilità di scelta». E a questo proposito, Formigoni non risparmia una punzecchiatura alla Lega, alla luce del risultato ottenuto dal Carroccio: «In campagna elettorale ho parlato tantissimo di federalismo fiscale e di sacro suolo lombardo, e la gente mi ha votato. Una cosa è certa: questo voto ha ristabilito in Regione i giusti rapporti di forza tra i partiti».
Passando poi all’analisi dell’incertissimo voto nazionale, Formigoni – che ha seguito minuto per minuto lo spoglio elettorale, blindandosi fino tarda notte nel suo «attico» al trentesimo piano del grattacielo Pirelli assieme al proprio Stato Maggiore – è stato molto cauto, limitandosi a rimarcare che «le sinistre volevano cacciare Berlusconi, ma non ci sono riuscite. Adesso, chiunque vincerà di un solo voto, dovrà governare, e se toccherà a noi il premier sarà ancora Berlusconi. In caso di pareggio, si dovrà comunque trovare un accordo, che non significherà inciucio. Prima di tutto bisognerà trovare insieme un nuovo Presidente della Repubblica, quello che dovrà assegnare poi a qualcuno l’incarico per la formazione del nuovo governo. Servirà una conciliazione nazionale e la fine del bipolarismo di guerra e degli estremismi, che escono nettamente sconfitti da queste elezioni. Chi va dicendo che si tornerà a votare mente sapendo di mentire, perché non esiste affatto questa opzione proprio a causa delle scadenze politiche che ho anticipato, e perché il Paese andrà governato lo stesso». E il centrodestra? «Mi batterò per far nascere un nuovo partito di centro all’interno della Cdl, nella grande tradizione liberal-riformista e nel solco del Partito Popolare Europeo. Il partito unico dei moderati non mi basta, voglio qualcosa di più, in grado di attrarre almeno il 40/45% del consenso elettorale e che dia spazio all’associazionismo e alla gente».
Adesso resta da capire chi ha vinto per davvero, «visto che – ha affondato la lama Formigoni – i sondaggisti hanno cercato di condizionare in tutti i modi il voto degli italiani, cercando di convincerli che la Cdl era alla frutta. Oggi registro la sconfitta di questi pseudo soloni che gli italiani non hanno ascoltato, perché l’elettorato nei sondaggi dice una cosa e poi in cabina elettorale ne fa un’altra. E i sondaggisti ci sono cascati, come dei boccaloni...». «Per ora – è tornato a sottolineare il governatore - l’unico dato confermato, fin dalle 15 di ieri, è che qui in Lombardia la Cdl ha vinto, ed ha vinto nettamente. Grazie anche al sottoscritto».