Formigoni: «Malpensa, la moratoria conviene»

Gioca la carta dell’amor proprio, Roberto Formigoni. Fa sapere che Klm sarebbe contraria ad aggiungere il marchio Alitalia al nome della compagnia che la sta per comprare e cioè Air France-Klm. Fonti vicine a Air France informalmente smentiscono ma la Regione insiste e pensare alla scomparsa del nome Alitalia dai cieli del mondo è una prospettiva in grado di impressionare i cittadini e forse anche l’«interlocutore più riottoso» (così Formigoni ha ribattezzato il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa).
Il Pirellone tiene alta la posta e insiste nel dire che non si accontenterà di nulla di meno della moratoria (ovvero mantenere voli e servizi attuali per un certo lasso di tempo). «La moratoria è necessaria e conveniente. Non costa niente e anzi fa risparmiare. Siamo disponibili a trattare solo sulla durata, riducendola da tre anni a meno» spiega Formigoni, fornendo dati e cifre dei vantaggi per i lavoratori, gli operatori economici, la Regione nel complesso e anche lo Stato, che godrebbe del maggior Pil e quindi di entrate fiscali superiori. «Il piano Air France per Malpensa porterebbe a un impoverimento di 600 milioni di euro l’anno per il fisco» ricorda il governatore.
Il no agli ammortizzatori sociali come contentino (su cui invece spinge la Sea per tamponare il rischio di esuberi immediati) è chiaro: «Gli ammortizzatori sono un’illogicità assoluta, convengono solo a Air France. Significa accettare che l’impresa sia destinata al fallimento. Se ne parla con leggerezza, mentre invece dovrebbero essere l’ultima spiaggia quando tutto il resto è fallito. Crediamo che si possano evitare, bisogna piuttosto salvaguardare la competitività». In ballo ci sono 7.500 posti di lavoro in bilico ma l’assessore alle Infrastrutture, Raffaele Cattaneo, estende l’allarme alle prospettive future: «Intorno a Malpensa ci sono in gioco quarantamila assunzioni nei prossimi dieci anni, messe a rischio da politiche incomprensibili». Secondo studi del gruppo Clas dell’Università Bocconi (supportati da altri), il trend di crescita di Malpensa porterebbe nel 2015 a dare occupazione diretta indiretta e indotta a circa 120mila addetti, attivando una produzione di 8,9 milioni di euro (a fronte dei 5574 del 2005). Ad esempio, sono previsti mancati introiti per il sistema alberghiero fino a 286 milioni di euro e perdite per le imprese dovute alla maggiore durata dei voli intercontinentali di circa 200 milioni di euro (i passeggeri business sono 660mila e il costo del lavoro medio del personale business è di circa 100 euro l’ora).
Cattaneo cita poi il caso di Cincinnati, l’aeroporto statunitense che era il secondo hub di Delta e che nel giro di due anni è stato declassato a scalo regionale proprio in conseguenza di una politica simile a quella che Air France intende fare con Malpensa: «Su Cincinnati gli effetti sono stati devastanti».