Formigoni: niente blitz su Alitalia

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presidente della Lombardia ha chiesto ancora oggi al governo di congelare la
trattativa per la vendita di Alitalia e riconvocare il tavolo con gli enti locali sulle condizioni di
vendita della compagnia di bandiera per salvaguardare l’aeroporto di Malpensa. I piloti dell'Anpac: separare il tema Alitalia da quello dell'hub

Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni ha chiesto ancora oggi al governo di congelare la trattativa per la vendita di Alitalia e riconvocare il tavolo con la Regione e gli enti locali sulle condizioni di vendita della compagnia di bandiera in modo da salvaguardare il ruolo dell’aeroporto di Malpensa. Dopo le voci su un possibile arrivo in Italia del numero uno di Air France Spinetta a breve, Formigoni dice no a eventuali «blitz».

«Non vorrei - ha sottolineato a margine di un incontro in cui ha incassato anche il sostegno del Consiglio di Stato del Canton Ticino sulla vicenda Malpensa - che in un momento in cui il governo c’è e non c’è qualche ministro firmasse nottetempo un accordo o qualche amministratore delegato italiano o francese si spingesse troppo in là». La richiesta del governatore è dunque quella di bloccare le trattative di vendita fino a quando non saranno garantite alcune condizioni come ad esempio il mantenimento per almeno un paio d’anni dei voli attuali nello scalo milanese.

«Alitalia - ha concluso Formigoni - si prepari a trattare a nuove condizioni, fra le quali la principale è la moratoria oltre al mantenimento degli slot da parte di Alitalia». Una delle preoccupazioni della Regione è infatti che la compagnia di bandiera possa cedere parte dei suoi spazi a Malpensa entro il 31 gennaio anche se su questo punto è arrivata qualche rassicurazione. Nei prossimi giorni l’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo dovrebbe incontrare Carlo Griselli, il presidente di Assoclearance, l’ente che affida a chi ne fa richiesta gli slot liberi.

I piloti dell'Anpac: serve una soluzione distinta I problemi relativi ad Alitalia ed a Malpensa devono essere affrontati «con pari dignità ma certamente con risoluzioni distinte». Ad affermarlo è l’Anpac, secondo la quale «cercare di salvare Malpensa attraverso una presenza forzata di Alitalia, anche mediante la ricerca di una moratoria sul piano, produrrebbe un risultato catastrofico». «Infatti- prosegue l’associazione dei piloti - il conseguente e pressochè certo fallimento di Alitalia, che oggi perde oltre 200 milioni di euro l’anno solo su Malpensa, comporterebbe l’immediata successiva crisi proprio dell’hub milanese e della Sea, la società che lo gestisce, e metterebbe a serio rischio la mobilità dei cittadini italiani». Anpac «ritiene che, nonostante la crisi di Governo, le personalità politiche di rilievo debbano compiere insieme un atto di responsabilità impedendo che si interrompa il percorso di risanamento e rilancio di Alitalia inquadrato nel processo di acquisizione da parte di Air France-KLM. Risolto il problema di Alitalia e definitivamente scongiurato il pericolo del suo fallimento, il sistema di governo del trasporto aereo potrebbe concentrarsi in modo compatto nella ricerca di idonee soluzioni alle diverse problematiche di Malpensa.
«La stessa Airone aveva previsto, nel piano industriale proposto per Alitalia, ingenti investimenti su Malpensa e quindi potrebbe colmare in modo significativo le relative esigenze utilizzando gli slot che Alitalia lascerebbe liberi a causa del trasferimento su Roma della maggior parte dei suoi voli intercontinentali», afferma l’ Anpac che auspica, quindi, che «si avvii una fase costruttiva di confronto che separi definitivamente il tema Alitalia da quello di Malpensa e crei i presupposti per la ricerca di soluzioni concretamente utili al risanamento della compagnia di bandiera ed al consolidamento e sviluppo di Malpensa, nel pieno rispetto del diritto alla mobilità dei cittadini».