Formigoni non vede difficoltà «Il Pdl è compatto e in crescita»

nostro inviato a Riccione (Rimini)

«Abbiamo programmi forti, idee convincenti, sondaggi che ci aiutano. Vedo attorno al partito una grande mobilitazione, non vedo invece tutte quelle difficoltà che taluni commentatori ci attribuiscono». Roberto Formigoni, dal raduno di ReteItalia in corso al palazzo dei congressi di Riccione, lancia la sua campagna elettorale con due parole d'ordine - innovazione e apertura - ma l'idea di fondo è una: fiducia. Sguardo positivo. Che non deriva soltanto dai 15 anni di buon governo in Lombardia, e non è una scommessa al buio ma un insegnamento che viene dall’esperienza: «Le riforme le abbiamo già fatte, continueremo a farle».
L’abitudine a guardare il bicchiere mezzo pieno riguarda anche il partito, al centro di mille discussioni. Ieri sembrava che fosse alle porte una rivoluzione con l’azzeramento dei vertici. «Leggo che il presidente Berlusconi quando legge certi titoli si innervosisce e dice che non corrispondono al suo pensiero - commenta il governatore lombardo -. A un anno e mezzo dalla fondazione del Pdl abbiamo già vinto le elezioni europee, abbiamo vinto in molte situazioni amministrative e ci presentiamo forti e compatti alla vigilia delle regionali. In Lombardia i sondaggi ci danno in ulteriore crescita. Andrei cauto a parlare di una situazione di difficoltà nel Pdl. Dopodiché sono convinto che il partito cresce con l’impegno di tutti i suoi componenti. Abbiamo un grande presidente, i coordinatori stanno facendo un grande lavoro, aumentiamo con la coesione di tutti. Ben vengano le critiche dei commentatori, ci aiuteranno a migliorare ancora. Del resto la mia campagna elettorale è fatta anche della raccolta di indicazioni dei cittadini, tutti riportati sul sito internet».
L’invito alla coesione viene anche dal ministro Maurizio Sacconi, intervenuto a un dibattito assieme al giornalista Stefano Folli e al presidente della Fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini. «Dobbiamo rafforzare la leadership popolare e non populista, contrapposta a quelle borghesie ciniche, bare, egoiste che tentano di lucrare sulle difficoltà delle persone. Dobbiamo costruire una robusta dimensione collettiva intorno a Silvio Berlusconi al quale questo Paese deve moltissimo», dice il titolare del Welfare.
I 15 anni alla guida della Lombardia, sintetizza Formigoni, dimostrano quanto rende fidarsi della gente, della voglia di ripresa e riscatto. Le riforme in regione ne sono la prova: una sanità all'avanguardia in Europa fatta assieme ai medici, che costa meno e offre a tutti maggiori opportunità; un nuovo welfare che valorizza pubblico, privato e non profit attraverso il sistema dei buoni e degli accreditamenti; leggi a sostegno della famiglia (con il buono-scuola e la dote) e delle aziende. E interventi a protezione dell'ambiente. «Le domeniche a piedi le abbiamo inventate noi nel 1997 – ricorda – e abbiamo adottato la direttiva europea sulle polveri sottili due anni prima dello stato. Non abbiamo imposto nuove tasse, a differenza della sinistra che per bocca del sindaco di Torino Chiamparino chiede pedaggi sulle tangenziali, ai quali sono contrario. La nostra è la politica virtuosa degli incentivi anti-inquinamento: per cambiare auto, triplicare i distributori di metano, eliminare il riscaldamento a nafta».
L’ambizione di Formigoni è guidare la Lombardia nel dopo crisi scommettendo «sull’innovazione in ogni settore della vita sociale e sull’apertura perché il futuro della Lombardia è nel mondo». Un esempio è il progetto di far rientrare dall’estero i migliori studiosi. «Il professor Stellacci torna in Lombardia dopo cinque anni di lavoro al Mit di Boston. Investiamo 6,6 milioni di euro perché uno dei migliori cervelli possa trovare un'offerta più stimolante nella nostra regione».