Formigoni: ora la Turco riconosca le Fondazioni

Il governatore: «Scelte fatte in base alla qualità, non alla parte politica»

I decreti di nomina sono stati tutti firmati. Da ieri le Fondazioni-Irccs lombarde di Istituto Tumori e Neurologico Carlo Besta di Milano, insieme al Policlinico San Matteo di Pavia hanno tutti nuovi vertici. Quelli concordati nei giorni scorsi dal governatore Roberto Formigoni e il ministro della Salute Livia Turco, non senza qualche contrasto iniziale che alla fine è stato appianato. Si è infatti passati dal possibile azzeramento totale, minacciato dalla Turco sulle nomine effettuate da Formigoni sul finire della scorsa legislatura nazionale, a una spartizione consensuale delle cariche. Formigoni ha ottenuto, come suo diritto, di poter nominare tutti i presidenti dei nuovi Cda (Carlo Borsani al Tumori, Alessandro Moneta al Besta e Alberto Guglielmo al San Matteo), dopodiché ha concordato col ministro quelle relative alle direzioni generali e scientifiche. Per quest’oggi è già stata fissata la convocazione dei tre cda, i quali procederanno all’insediamento e agli adempimenti necessari per l’attivazione delle tre fondazioni.
La partita più importante la si è giocata sul Tumori, dove Formigoni spingeva per la nomina alla direzione scientifica di Marco Pierotti - luminare della medicina con un curriculum d’altissimo livello («il meglio del meglio», secondo Formigoni) - e alla fine è riuscito a spuntarla, non opponendosi poi a quella di Giorgio Parmiani (uomo di riferimento del centrosinistra) alla direzione generale.
Il governatore ha voluto, e ottenuto, pure il ritorno di Giovanni Azzaretti al San Matteo, «per una sorta di continuità col passato» la motivazione data da Formigoni, così come la nomina di un altro «suo uomo», Giuseppe Di Leo, alla direzione del Besta. La Turco ha invece nominato alle Direzioni Scientifiche del Policlinico pavese e del Neurologico milanese, rispettivamente, Carlo Alberto Redi e Ferdinando Cornelio.
«Abbiamo fatto delle nomine basandoci più sulla qualità delle persone che sull’appartenenza politica» è stato il commento finale di Formigoni, assolutamente soddisfatto «sia per le persone scelte, sia per il metodo». «L’obiettivo che la Regione Lombardia si è posta sin dall’inizio - ha aggiunto - è stato non solo di salvaguardare le finalità di ricerca e cura, integrandole nella programmazione sanitaria regionale, ma di rendere queste prestigiose istituzioni ancor più protagoniste in prima persona nello svolgimento e nello sviluppo delle loro funzioni».
Al governatore resta però ancora un’ultima richiesta da rivolgere al ministro: «Riconosca pienamente la trasformazione degli Irccs in Fondazioni, come prevista per legge e che al momento solo la Lombardia ha attuato. Siamo pronti ad accollarci pure i debiti di queste prestigiose strutture, però desideriamo poterle gestire con coraggio e responsabilità».