Formigoni ottimista sfida il voto della Cina: «La libertà in Tibet valore non negoziabile»

(...) Il grande manifesto quattro metri per quattro - voluto all’unanimità dal Consiglio regionale - ritrae le proteste dei monaci tibetani: «Rappresenta la libertà del Tibet che da tempo è oggetto di una pesante repressione da parte delle autorità cinesi - ha detto Formigoni - e segnala una volta di più la dimensione internazionale della nostra regione, che vuole trattenere rapporti di collaborazione pacifica con tutto il mondo». «Il Dalai Lama - ha aggiunto il governatore - è un personaggio carismatico che rappresenta da decenni l’istanza di autonomia del suo popolo. È un uomo non violento che chiede dialogo e rispetto per il suo popolo. La Cina non avrebbe voluto che lo incontrassi. Io mi onoro di averlo fatto in diverse occasioni, anche negli scorsi mesi, per esprimere la piena solidarietà dei lombardi a queste istanze di autonomia, di libertà e di rispetto. Nello stesso tempo continuo a trattenere rapporti con la Cina, a cui dico che vogliamo libertà per il Tibet come per la Birmania».
Sull’ipotesi di boicottaggio delle Olimpiadi Formigoni è molto prudente: «La strada da privilegiare è chiedere alla Cina di adeguarsi alla politica dei diritti umani praticata in tutto il mondo civile. La Cina chiede di far parte del consesso internazionale, lo ha fatto anche volendo organizzare le Olimpiadi, ora si adegui agli standard di rispetto dei diritti umani».