Formigoni: «Prodi non venga a mani vuote»

Sabrina Cottone

È partito il conto alla rovescia del Tavolo Milano, la seconda seduta del governo in trasferta nella capitale del Nord, in programma lunedì prossimo. Il primo appuntamento, nel luglio scorso, era stato solo un aperitivo, con le richieste di città, Provincia e Regione al premier Romano Prodi. Molte le domande da parte delle istituzioni locali, poche le risposte immediate di Palazzo Chigi. Così l’appello del presidente della Regione non giunge a caso. «È arrivato il momento che il governo non venga a mani vuote» dice Roberto Formigoni. Anzi: «Devono venire e suonare il campanello con la testa perché le loro mani devono essere impegnate a trasportare qualcosa. Altrimenti possono anche tornare indietro».
Al di là delle immagini scherzose, le richieste sono serissime. «L’attenzione rivolta alle infrastrutture con l’emendamento alla finanziaria deve ora tradursi in voto e poi in fondi concreti» avverte il presidente. Il fatto è che c’è un giallo sia sull’entità degli stanziamenti per Pedemontana, direttissima Milano-Brescia e Tem che sull’effettivo accordo all’interno della maggioranza per stanziare quel denaro. I tecnici del ministero parlano di oltre un miliardo («parola di ministro» ha giurato Antonio Di Pietro), ma i riconteggi della Regione fanno temere che si tratti di molto meno, ovvero poco più di 500 milioni di euro, circa la metà della richiesta minima partita dal Pirellone per poter procedere. Ma a allarmare ancor di più sono i boatos parlamentari che vedono una forte opposizione dei Verdi agli stanziamenti per le infrastrutture lombarde.
C’è poi un’altra questione fondamentale, ovvero il trasferimento del potere concedente sulle infrastrutture dall’Anas alla Regione. L’attuale formulazione messa a punto dai tecnici del ministero di Di Pietro è poco chiara, perché in base al testo proposto nascerebbe una società mista Anas-Regione con compiti del concessionario (progettazione e realizzazione) e non del concedente (ovvero la gestione delle procedure delle gare), che è invece la richiesta della Lombardia. La Regione aveva sollevato il tema già nel luglio scorso, proprio in occasione della prima seduta del tavolo Milano. La richiesta è stata poi votata dall’intero consiglio regionale, maggioranza e opposizione (escluso solo il Prc). Anche per questo Formigoni dice: «Il governo non si presenti a mani vuote».