Formigoni punta su Malpensa e scarica Linate

Petizione online sul futuro degli scali milanesi

«L’alleato ideale è quello che ha già compreso le potenzialità e l’importanza di Malpensa». Virgolettato che non ammette repliche, quello siglato da Roberto Formigoni che sventola un dato: il cinquanta per cento degli investimenti stranieri in Italia sono in Lombardia. E, dunque, chiosa Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture, «l’alleato internazionale più utile ad Alitalia è quello che realizza già voli intercontinentali in grado di essere utili al mercato lombardo e che partano direttamente da Malpensa». Quale alleato? Lufthansa of course, che tra l’altro a partire dal febbraio 2009 offre nuovi collegamenti diretti da Milano verso otto capitali europee.
E Linate? Con un potenziamento del traffico dagli scali milanesi, e da Malpensa in particolare, «si potrà discutere su modi, tempi e come dovrebbe avvenire il ridimensionamento di Linate». Scelta inevitabile per chi è «convinto», come lo è il presidente della Regione Lombardia, che «sia essenziale e prioritario per la Lombardia e l’Italia potenziare i collegamenti diretti internazionali e intercontinentali». Come dire: «È un obiettivo da privilegiare rispetto alla possibilità di partire da un aeroporto sotto casa» ovvero «in un’ottica globale, quello che conta è poter raggiungere il più velocemente possibile le destinazioni internazionali e viceversa facilitare l’arrivo da tutto il mondo degli investitori e operatori economici».
Scenario che, avverte il governatore Formigoni, non è «contrasto» con la visione di Letizia Moratti: «Non c’è una contrapposizione tra me e il sindaco di Milano. Si tratta di lavorare ulteriormente, ragionare ulteriormente per trovare una soluzione unitaria che certamente raggiungeremo». Anche perché, continua il governatore che ieri ha incontrato Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, «abbiamo la possibilità di avere una compagnia aerea senza costi per i cittadini» alleata «sì con operatori internazionali ma con la leva di comando saldamente in mani italiane». Risultato più che positivo rispetto «a quanto sarebbe accaduto con la svendita ad Air France».
Memoria storica dal Pirellone, mentre il Pd regionale accusa Formigoni di «subalternità al governo» e Filippo Penati, presidente della Provincia di Milano, dice «sì a Lufthansa ma senza toccare Linate». Giudizio che Stefano Maullu, assessore lombardo alla Protezione civile, commenta garantendo che, comunque, «un ragionevole ridimensionamento di Linate si può accettare» in cambio della «valorizzazione di Malpensa». «Valorizzazione» che si traduce anche in infrastrutture, «massimo settembre 2009, per raggiungere in treno Malpensa da Cadorna si impiegherà 28 minuti, con quattro corse ogni ora» e, inoltre, c’è già il nuovo collegamento con la Milano-Venezia.
Intanto, l’Unione Artigiani rivela che «l’80 per cento degli associati gradisce lo scalo di Linate». Gradimento «contro il ridimensionamento di Linate» che il periodico Altroconsumo preannuncia di voler misurare con tanto di petizione online perché «la razionalizzazione degli aeroporti non deve tradursi a discapito degli interessi dei cittadini».