Formigoni: risparmiamo dimezzando Regioni, Province e Asl

Il governatore annuncia la sua ricetta di contenimento dei costi della politica: cura dimagrante anche per la sanità

Le Regioni? Dimezzate. Le Province? Ridotte di un terzo. Poi i piccoli Comuni spazzati via da fusioni e unioni e infine le asl: ridotte e riformate. È drastica la cura-Formigoni, e non salva nessuno. Il presidente della Regione ha illustrato ieri la sua bozza di proposta per contenere i costi della politica. Una sforbiciata di rango costituzionale, quella pensata al Pirellone, se è vero che interviene anche sulla struttura repubblicana nata nel 1948.
«Non si tratta ancora di una proposta concreta - premette Roberto Formigoni - ma sto ragionando su questo tema». Per il quattro volte governatore «dalle 20 Regioni più le due province a statuto speciale si potrebbe scendere a una dozzina in totale». «Alcune delle attuali - sostiene - sono spesso troppo piccole e poco popolate e non hanno il giusto peso per essere competitive. Regioni più grandi, più popolate, più forti economicamente sarebbero più adeguate a reggere la concorrenza con le altre grandi Regioni del mondo». Nessuna «mira espansionistica» da parte della Lombardia, ha però precisato, perché anche la sua regione è «pronta a mettersi in discussione».
Ma la cura-Formigoni non si ferma alla Regioni, riguarda anche gli enti locali e la sanità: in Italia, ha sottolineato il governatore, ci sono «oltre 5.787 comuni con meno di 5 mila abitanti. Col federalismo fiscale questi comuni troverebbero vantaggioso accorparsi tra loro». Il governatore propone anche una «drastica riduzione del numero delle province: da più di cento a 40-50 al massimo». Ultimo punto la riforma del sistema sanitario: Formigoni vuol passare da 30 a 24 aziende ospedaliere e riorganizzare le asl sia dal punto di vista delle competenze, creando delle «agenzie», che dal punto di vista del numero, 4-5 rispetto alle undici attuali.