Formigoni: "Silvio ha ragione, la magistratura è eversiva"

Il governatore della Lombardia scende in campo a fianco del presidente Berlusconi per fermare il partito dei giudici.
Formigoni pronto alla sfida con Penati alle regionali: &quot;Prima che la sinistra possa vincere passerà una lunga stagione&quot;<br />

Magistratura eversiva? «Sono d’accordo con il presidente Silvio Berlusconi. L’unico obiettivo del Pdl è ammodernare il sistema dei processi perché una giustizia senza tempi certi è una giustizia non giusta». Il governatore Roberto Formigoni scende in campo a fianco del premier sempre più impegnato nella denuncia del tentativo di abbattere il governo condotto dal partito dei giudici politicizzati. Un golpe sottile e pericolosissimo. Di cui si è parlato nell’ufficio di presidenza del Popolo della libertà riunito l’altro giorno a Roma e di cui Formigoni fa parte. Un’occasione per cominciare a fare la conta di quanti, dentro il centrodestra, siano veramente disposti alla battaglia a fianco di Berlusconi. «Una riunione che è andata molto bene - spiega Formigoni - Alla fine è uscito un comunicato ufficiale votato all’unanimità che delinea la posizione del Pdl sulla giustizia». L’obiettivo dichiarato è «ammodernare il sistema dei processi» e in questo senso «l’espressione “processo breve” è imprecisa perché non si tratta di abbreviare i processi, ma di dare tempi certi».
Un occhio alla politica nazionale e l’altro alle elezioni regionali di marzo. Una lunghissima volata che, anche senza l’annuncio ufficiale dei due candidati, è in realtà già partita. Con Formigoni e l’ex presidente della Provincia, il diessino Filippo Penati praticamente già in campagna elettorale. Un’attesa, quella per conoscere i nomi dei candidati, snervante ma che non durerà ancora molto. «Non è tutto deciso - spiega il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa - Ma contiamo in sette giorni di avere una proposta complessiva da portare all’ufficio di presidenza del Pdl». Anche se ormai è praticamente certo che Veneto e Piemonte andranno ala Lega e la Lombardia al Pdl. Con Umberto Bossi che ha già dato il via libera a Formigoni.
Già prontissimo. Anche perché «per me - le sue parole - la campagna elettorale comincia il giorno dopo essere stato eletto, quindi questa campagna elettorale l’ho cominciata il 5 aprile del 2005. La proseguirò e accelererò ulteriormente nei prossimi mesi». Nessun commento sulla scelta del Pd di candidare chi solo pochi mesi fa è stato sconfitto nella corsa a Palazzo Isimbardi («Non intervengo e non ho mai interferito»). «Io ritengo - assicura Formigoni - che prima che la sinistra possa pensare di avere nuove speranze di vittoria, non dico in Lombardia ma in Italia, ha da passà una lunga stagione». Il motivo? «Là dove hanno governato, hanno mal governato. Governato malissimo. Gli italiani sono ancora sotto gli effetti dell’incubo del governo Prodi, litigioso al suo interno, punitivo nei confronti dei cittadini, soprattutto dei ceti produttivi, soprattutto in Lombardia e Veneto. E poi le attuali scelte del Pd che ha scelto di ritornare sull’asse Pci-Pds-Ds, ha fatto una scelta di sinistra e la fuoriuscita di Rutelli sta a testimoniare questo».
Un via libera a Formigoni e la bocciatura di Penati arriva, invece, dal coordinatore regionale del Pdl Guido Podestà. È «il miglior cavallo del centrosinistra - assicura lui che l’ha battuto alle elezioni provinciali solo pochi mesi fa -, ma in Lombardia non c’è storia». Ma del resto «un candidato lo devono pur tirare fuori. E Penati in questo momento è il candidato più qualificato. Ma candidare Penati non vuol dire mica vincere». Anche perché «le intenzioni di voto confermano un vantaggio consistente per il centrodestra e Formigoni è sicuramente in condizione di ottenere una vittoria fantastica».