Formigoni sta con il premier: «Nel Pdl paura delle preferenze»

Roberto Formigoni è uno dei precursori della battaglia per le preferenze. Chiedeva che tornassero sulla scheda elettorale in tempi non sospetti, quando la questione era fuori dalle priorità della politica. È stato uno dei primi esponenti del Pdl a rilanciare la proposta nelle ultime settimane, appena il dibattito sulla legge elettorale è tornato ad essere caldo: «Basta reintrodurre le preferenze per trasformare il Mattarellum in perfettellum».
Adesso saluta con soddisfazione la preferenza di Silvio Berlusconi per le preferenze. E ironizza sul «fuggi fuggi» di numerosi esponenti del Pdl che sono contrari: «Molti politici hanno paura e io li capisco. Ma la gente vuole le preferenze, perché premiano il lavoro fatto sul territorio, premiano chi si fa trovare dalla gente. Il cittadino vuole scegliere il premier, la coalizione, il programma. Solo nel Parlamento italiano ci sono le liste bloccate».
Il ritorno delle preferenze spaventa gli esponenti del Pdl abituati all’effetto traino del leader del partito. Le reazioni negative sono state numerose: «È bastato che Berlusconi dicesse sì alle preferenze che subito si è scatenato un fuggi fuggi dentro il Pdl. Berlusconi si lamenta che nel partito le campagne elettorali le fa solo lui e ha ragione. Questo è un modo per far partecipare tutti». Ancora una battuta ironica: «Ci sono colleghi abituati a dar sempre ragione a Berlusconi, a patto che Berlusconi dica le cose che piacciono a loro. Se invece dice cose sgradite, come in questo caso, subito ne prendono le distanze».
Il presidente della Regione difende anche il tesseramento, che definisce una specie di «campagna missionaria, rivolta all’esterno del partito». È preoccupato dalle irregolarità e dagli scontri («mi auguro che alcune descrizioni non corrispondano a verità») ma è ottimista sui risultati: «Tanta gente nuova decide spontaneamente di iscriversi al Pdl perché può decidere e contare. È un segnale positivo».