Formigoni «studia» l’allargamento della Cdl

Marcello Chirico

Dopo il successo indiretto ottenuto col referendum (lui è stato infatti uno dei leader del partito dell’astensionismo), Roberto Formigoni è già al lavoro per programmare non solo le strategie regionali per il prossimo quinquennio presidenziale, ma anche il futuro del centrodestra (e, quindi, anche il proprio). Fallita l’ipotesi dell’allargamento esterno della Cdl - stoppatagli, prima del voto, da Berlusconi in persona -, il governatore lombardo non ha alcuna intenzione di stare fermo ma, al contrario, vuole percorrere strade alternative a quelle offerte attualmente dalla politica italiana. A cominciare dallo studio di possibili nuove geografie per il fronte moderato, insieme a esponenti cattolici e laici già presenti all’interno della Casa delle libertà o che, non facendone parte, sono interessati a sviluppi in questo senso.
È il caso del «Movimento per il Ppe», nuovo cantiere politico che si sta strutturando in Veneto su iniziativa dell’ex coordinatore azzurro Giorgio Carollo, di alcuni parlamentari e dirigenti locali dell’Udc e personalità della prima repubblica come l’ex ministro Carlo Bernini. Il «Movimento» verrà presentato proprio stasera in anteprima - guarda caso - al Circolo della Stampa di Milano, prima del vernissage a Treviso. Special-guests: il sottosegretario alle riforme Aldo Brancher, i ministri Giovanardi e Buttiglione e Bruno Tabacci. Ancora in forse, invece, la presenza di Formigoni: il governatore sta infatti riflettendo sull’opportunità della propria presenza alla serata.
Presenza che invece pare assicurata per giovedì 23 giugno, al Piccolo Teatro, per l’incontro dal titolo molto esplicito: «Contributo per una nuova ripartenza», pensato e organizzato insieme al presidente del Senato Marcello Pera. Moderatore, il filosofo della Cdl Paolo Del Debbio, autore di un recente libro sulla validità del modello formigoniano in Lombardia, esportabile secondo lui su scala nazionale. Temi al centro della serata: il futuro del centrodestra e l’ipotesi del partito unico dei moderati, su cui Formigoni (cattolico) e Pera (laico) vorrebbero esprimere ad alta voce il loro parere. Magari coinvolgendo più in là pure Francesco Rutelli, invitato per fine agosto al meeting ciellino di Rimini per un pubblico tête-à-tête proprio con Formigoni.
Ieri, intanto, al Pirellone si è tenuto un seminario di giunta in cui sono stati messi a punto i contenuti del documento programmatico che il governatore presenterà martedì prossimo in consiglio. «Stiamo lavorando pure al nuovo Dprf - ha detto Formigoni - che presenteremo a luglio. La Lombardia che stiamo costruendo è una regione che sappia cogliere le opportunità di crescita e sviluppo per i singoli come per le imprese in modo da essere protagonista nella competizione internazionale».