Formigoni vede il Dalai Lama: «Autorità religiosa e non solo»

Il Pirellone aveva chiesto al governo una linea comune sugli incontri, ma non c’è stata

Mezz’ora di colloquio con il presidente della Provincia Filippo Penati, poi più di un’ora nella sede dell’arcivescovado per parlare con il cardinale Dionigi Tettamanzi. Un colloquio strettamente privato, organizzato nell’ufficio dell’arcivescovo di Milano. La seconda giornata in città del Dalai Lama è stata ricca di appuntamenti, e si è conclusa con una breve visita ai monaci di Ghe Pel Ling, l’Istituto di studi di buddismo tibetano a Villa San Giovanni. Oggi tocca al presidente della Regione Roberto Formigoni, che incontra Tenzin Gyatso al Pirellone alle 8.15. «È un’autorità in campo religioso e non soltanto - afferma il governatore della Lombardia -, di grandissima importanza e impatto. Ho apprezzato le sue dichiarazioni sulla fede, sull’opportunità di abbracciare la religione dei propri padri». Da parte sua, il sindaco Letizia Moratti ha confermato la propria presenza domenica al Palasharp, in occasione delle celebrazioni per il 18° anniversario del conferimento del Nobel per la Pace alla massima autorità religiosa tibetana.
Il primo esponente delle istituzioni milanesi a rendere omaggio al Dalai Lama, nel primo pomeriggio di ieri, è stato Penati. «L’incontro - ha detto il presidente uscendo dall’hotel Principe di Savoia - è un riconoscimento alla missione che sua santità svolge in tutto il mondo, invitando a rifiutare l’uso della violenza e ricercando soluzioni pacifiche basate sulla tolleranza e il rispetto reciproco».
Sembrano lontane le polemiche dei giorni scorsi, legate all’arrivo del Dalai Lama in Italia e all’imbarazzo delle istituzioni, timorose della reazione della Cina. Eppure, fonti vicine al palazzo della Regione raccontano che una ventina di giorni fa il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, ha ricevuto una lettera dal Pirellone: all’interno la richiesta di organizzare, per tutte le istituzioni del Paese interessate a incontrare il Dalai Lama, una linea comune. Domanda rimasta inevasa. Il capo ufficio di gabinetto avrebbe risposto, da Roma, che il governo non crede opportuna una linea unitaria. Di qui la decisione di Formigoni di incontrare sua santità, come già avvenuto nel 1999, in forma ufficiale.
Da parte sua, lo stesso Dalai Lama ha precisato che «la natura della mia visita non è politica, non voglio creare problemi allo Stato e alle autorità dei Paesi che visto». Stemperando le polemiche, ha aggiunto: «Non c’è problema, sono solo un visitatore straniero».