Formigoni: "Vergogna che Brebemi sia ferma. Pronti a scendere in piazza"

Il governatore: "In Europa ci mettono i bastoni tra le ruote". A due mesi dall’inizio dei lavori mancano le autorizzazioni

Di certo non è il tipo che incita le folle o che scende in piazza per farsi sentire. Proprio non è il suo stile. Ma stavolta il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non può fare a meno di alzare i toni della polemica.
I ritardi sull’apertura dei cantieri della Brebemi, l’autostrada che collegherà Brescia, Bergamo e Milano, si stanno facendo preoccupanti. E lui, che sulla costruzione del collegamento ci ha messo l’anima fin dalla sua prima legislatura, non può certo stare a guardare. Ha battagliato su costi, tempi, autorizzazioni e tracciati. E proprio ora che l’infinito iter burocratico sembra ormai giunto alla fine, ora che sta per cominciare il conto alla rovescia per dare inizio ai lavori, non arriva l’ultimo via libera. Quello dell’Unione europea. Formigoni non ci sta.
«Il caso Brebemi - infuria il governatore lombardo - è una vergogna.
I signori dell’Unione europea si attardano da oltre un anno a non darci l’autorizzazione per quest’opera e altri soggetti in Italia ci stanno mettendo i bastoni tra le ruote».
Eppure l’avvio dei lavori era stato fissato per l’inizio del 2009: mancano due mesi o poco più alla data stabilita ma non c’è nemmeno l’ombra degli ultimi documenti necessari, delle autorizzazioni europee a procedere. E pensare che basterebbero un paio di firme e due timbri in croce. Mali estremi, estremi rimedi. Così Roberto Formigoni si trova insolitamente a ipotizzare anche un ricorso alla piazza per far sentire le ragioni dei lombardi, stufi di aspettare e desiderosi di vedere il finale di una telenovela che si trascina, finora nella teoria delle carte e degli accordi, da troppi troppi anni.

La grande opera, necessaria a collegare i poli delle aziende lombarde, «essenziale» al traffico e alla mobilità regionali, dovrebbe essere pronta fra poco più di tre anni, entro il 2012. Quindi, se si vuole realmente rispettare la tabella di marcia e se si vuole arrivare pronti per Expo 2015, non c’è tempo da perdere. «Potrebbe anche essere necessario alzare la voce - interviene Formigoni durante un incontro al salone Matching alla Fiera di Milano -. Non solo da parte del presidente della Regione Lombardia, ma anche da parte di un po’ di popolo». Da qui l’appello alla platea di piccoli imprenditori: «Mi riservo quindi di chiamarvi se ci sarà bisogno di una manifestazione di volontà collettiva». Di sicuro il mondo dell’imprenditoria non si tirerà indietro e raccoglierà l’invito, se mai dovesse davvero essercene bisogno. Altrimenti tutti gli sforzi per abbreviare i percorsi burocratici rischierebbero di andare in frantumi. Nell’aprile dell’anno scorso era anche stato varato un progetto di legge per ridurre i tempi delle approvazioni per «le infrastrutture strategiche», tra cui appunto la Brebemi, e rendere più snelle e rapide le procedure amministrative. Con un solo obiettivo: fare in fretta e dare tempi certi alla costruzione delle strade. Era anche stata creata la società Cal, Concessioni autostrade lombarde, con la quale si erano trasferite da Roma a Milano le funzioni dell’Anas. «In modo tale - aveva detto l’assessore alle Infrastrutture lombarde, Raffaele Cattaneo - da non dover più aspettare mille giorni per l’approvazione dei progetti preliminari contro i 180 previsti per legge». Per l’ok al progetto preliminare della Brebemi, la Lombardia aveva dovuto penare 500 giorni. Poi l’accelerata sugli iter delle carte. E ora ancora ritardi, proprio nel rush finale.