Formigoni vuole la «Padania» Gibelli: «Copia Bossi e Miglio»

«La Padania c’è». Ai piedi di Palazzo Lombardia, su un palo di via Galvani sotto la nuova sede della Regione, è apparsa una pubblicità del libro scritto da un anonimo per raccontare la storia dell’Italia cresciuta a nord del Rubicone. Andrea Gibelli, vicepresidente leghista del Pirellone, nega di essere coinvolto, ma sottolinea la coincidenza con il progetto di Roberto Formigoni di accorpare la Lombardia ad altre regioni.
La proposta è sembrata a Gibelli una specie di furto. «Gianfranco Miglio, insieme con Umberto Bossi, aveva proposto già molti anni di suddividere l’Italia in tre macroregioni. Se l’idea è la Padania, facciamola ma non nella somma ragionieristica di regioni» dice Gibelli. Non ha gradito la disponibilità di Formigoni all’accorpamento di regioni? «Una proposta come quella di Formigoni va chiarita in termini politici, costituzionali e mediatici, entrando nel merito, perché oggi va di moda che tutti quelli che vogliono ottenere visibilità prendono argomenti della Lega».
In pratica, secondo Gibelli, i politici rubano le idee leghiste. «Non è un’idea nuova, ma già ben sedimentata, è l’idea di Padania, cioè una macroregione che si basa su una dimensione identitaria nel rispetto delle tradizioni e dell’autonomia e di livelli di governo che tengano conto di diverse situazioni» Una rivendicazione piena: «Le tre macroregioni sono quelle di Bossi e Miglio. Bisogna partire da un modello che va dal basso verso l’alto, dai popoli fino ai diversi livelli di governo. Il progetto padano è un idem sentire che parte da una cultura comune, un simile modo di lavorare e di intendere le istituzioni». Vorrebbe il copyright? «Non abbiamo il monopolio, ma ci tengo a tenere distinti i piani. Le parole di Formigoni sono di ragioneria, il nostro è un progetto che parte dai popoli e che va avanti da anni. L’accorpamento non può essere una questione ragionieristica, cioè non si può dire che per ridurre i costi si accorpano le regioni. Non si può usare il righello».
E se l’accorpamento procedesse in una direzione diversa dalla Padania, magari verso Emilia Romagna e Toscana o tra regioni più ricche e altre che lo sono meno? Gibelli è totalmente contrario: «La Padania corrisponde a un’economia e a una cultura. È una realtà che esiste, come dimostra la pubblicità sotto il Pirellone. Accorpare le Regioni invece è un’idea da ragionieri. Oltre tutto, se accorpi le regioni meridionali non è detto che sia un progetto positivo dal punto di vista dei costi».