Formigoni

«La Lombardia vuole essere un ponte concreto in grado di facilitare il dialogo tra l’Italia e la Cina, fornendo gli strumenti più adeguati per giungere alla sottoscrizione di importanti accordi economici in numerosi settori». Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, riassume così a Shanghai il ruolo della Regione, una «autostrada del business»: «Fatte le dovute differenze - nota - si può dire che quello che sono Shangai e il suo territorio per la Cina, lo sono Milano e la Lombardia per l’Italia. Sono due territori di eccellenza, trainanti per lo sviluppo, capaci di elaborare modelli culturali e sociali per tutto il Paese». Speciale è l’occasione del discorso di Formigoni: la sigla di nuovi accordi di collaborazione tra la Lombardia e Shanghai nell’ambito del forum economico organizzato dal 28 al 30 ottobre da Regione Lombardia, in collaborazione con tanti partner tra cui Promos, Unioncamere, Confartigianato e Cna.
Formigoni tira le fila dei seminari organizzati nell’arco di tre giorni e finalizzati alla presentazione della Lombardia al mondo imprenditoriale e associativo di Shanghai: oltre 300 sono gli imprenditori italiani e cinesi presenti nella grand ballroom de Le Royal Meridien. In prima fila c’è il vicepresidente della Regione, Andrea Gibelli, che da 48 ore sta guidando la delegazione imprenditoriale lombarda volata in Cina e formata da 120 aziende e 20 tra associazioni, consorzi ed enti. Per nulla casuale la scelta di Shanghai: la sua economia cresce ogni 365 giorni del 12 per cento contro il 10 nazionale. Sempre a Shanghai sono già presenti 640 aziende italiane. «Il percorso della via della seta - dice Formigoni - ha disegnato un asse fondamentale per la civiltà umana. Gli scambi culturali e commerciali tra la Cina e l’Europa sono subito divenuti uno dei grandi motori della storia, perché i due continenti vantano radici millenarie e sono molto diversi, ma anche complementari». È sempre Formigoni a fare l’«ambasciatore manager» della Lombardia, declinando davanti agli imprenditori le ragioni del perché la Lombardia rappresenti il partner naturale della Cina: la presenza di una popolazione paragonabile a quella di molti Stati europei, la capacità industriale basata sulle piccole e medie imprese, la presenza di 16 distretti industriali e 5 metadistretti, il primo posto in Italia per il livello di spesa in ricerca scientifica, l’essere sede della Borsa italiana e, infine, il fatto di essere campionessa di esportazione con una quota nazionale pari al 28 per cento. È alla fine dell’intervento di Formigoni che si svolge - alla presenza dello stesso presidente e di Gibelli - la firma di cinque accordi sottoscritti dalla Camera di commercio di Milano, Confartigianato Lombardia, Cna Lombardia, Casartigiani Lombardia, la fondazione EnergyLab, l’agenzia per l’interscambio Coic di Shanghai, il Centro per lo sviluppo del commercio di Shanghai e la nuova Camera di commercio della Cina. Dalla firma ai fatti concreti: il prossimo 8 novembre sarà presente a Milano una delegazione di aziende di Shanghai.