Formula 1, Mosley non andrà in Barhain

Niente Gp del Bahrain per il presidente della Fia. Il veto del principe dopo lo scandalo dell'orgia sado-nazi: "Presenza inappropriata". Bmw, Mercedes, Honda e Toyota contro il presidente della Fia

Londra - Niente Gran Premio del Bahrain per Max Mosley. Già invitato dal principe della Corona Sheikh Salman Bin Hamad Al Khalifa a tenersi lontano dal prevedibile assalto da parte dei giornalisti di cui sarebbe stato "vittima", il 67enne presidente della federazione internazionale degli sport automobilistici ha fatto sapere di avere rinunciato al viaggio a Sakhir, teatro nel weekend del terzo appuntamento stagionale del Mondiale di Formula 1. "La presenza del presidente della FIA in Bahrain, da tempo programmata, non sarà possibile a causa dei problemi legali che lo costringeranno a trattenersi a Londra" ha fatto sapere un portavoce della Fia.

Storiaccia Come noto, Mosley è alle prese con le imbarazzanti conseguenze delle immagini diffuse domenica dal News of the World che lo ritraggono impegnato in una orgia sado-maso nazista con delle prostitute. Mosley nella serata di martedì ha chiesto scusa per l’accaduto, affermando però di non avere intenzione di dimettersi dalla sua carica di presidente, annunciando anche immediate mosse legali per difendere il suo diritto alla privacy a fronte da quella che lui stesso ha definito "una operazione attuata in maniera fraudolenta" alle sue spalle con il tentativo di screditarlo.

Bmw, Mercedes, Honda e Toyota contro Mosley Bmw e Mercedes si scagliano contro Max Mosley. In una nota congiunta le due case tedesche hanno portato un duro attacco al presidente della Fia. "Il contenuto di quanto è stato pubblicato è 'vergognoso'. Come società noi prendiamo fortemente le distanze. Questo incidente coinvolge Max Mosley sia come persona che come presidente della Fia, l’organizzazione mondiale degli sport automobilistici. Le sue conseguenze si estendono quindi ben oltre l’industria degli sport a motore. Noi attendiamo una risposta dal Consiglio della Fia". E dopo le critiche delle scuderie tedesche, anche le case giapponesi Honda e Toyota,si sono scagliate contro il presidente della FIA. La Honda, definendo "inaccettabile" il comportamento tenuto da Mosley. "È necessario che le figure più autorevoli del mondo dello sport e degli affari mantengano gli standard più alti di condotta al fine di adempiere ai loro incarichi con integrità e rispetto", si legge in un comunicato della Honda. "Estremamente delusa dai recenti avvenimenti, Honda Racing F1 Team è convinta che la reputazione stessa della Formula 1 e delle squadre che vi partecipano sia stata danneggiata". La Toyota, dal canto suo ha spiegato di "non approvare" il comportamento di Mosley. "Comportamento che ha provocato un danno all’immagine della Formula 1, in particolar modo da intendersi nel suo tono razzista ed anti-semita. Quando tutti i fatti saranno chiariti, la FIA dovrà stabilire se il signor Mosley ha ancora i requisiti morali per ricoprire il ruolo di presidente".

Il principe del Bahrain: stia a casa E il principe del Bahrain ha invitato il presidente della Fia Max Mosley a non presentarsi sul circuito nel fine settimana. Per lo sceicco Salmon Bin Hamad Al-Khalifa la presenza di Mosley sarebbe "inappropriata".