Formula Uno al via in Australia Ecco tutte le novità del Circus

Domani prime prove: stesso punteggio, alettoni e Kers le novità. Ma Ecclestone insiste: &quot;Nel 2010 tre nuovi team e le medaglie&quot;. Timo Glock: &quot;<strong><a href="/a.pic1?ID=339127">Ho tolto il titolo a Massa all'ultima curva</a></strong>. E sarei pronto a rifarlo&quot;. Guarda <strong><a href="/web/files/formulauno_new.pdf">le novità</a></strong> e <strong><a href="/web/files/formulauno_2009.pdf">le scuderie</a></strong> della Formula Uno 2009

Davanti la Ferrari. Ma subito dietro Renault, Brawn Gp e Toyota. E la McLaren? Piuttosto staccata. A giudicare dai test, questa è la griglia di partenza dei favoriti per la nuova stagione di Formula 1 che parte stanotte in Australia. Ecco le novità del campionato lungo 17 Gp.

FAVORITI. Intuita in fretta la velocità della F60, i tecnici del Cavallino hanno lavorato sull'affidabilità, che già l'anno scorso ha giocato brutti scherzi. La monoposto sfrutta già bene le nuove gomme e può contare su piloti motivati: Massa per coronare quel sogno sfuggitogli per pochi metri, Raikkonen per cancellare l'annata-no. Per riuscire nell'obiettivo dovranno vedersela con un trio di vetture agguerrite. A cominciare dalla Renault di Briatore ed Alonso, binomio sinonimo di garanzia: non a caso il pilota asturiano a Jerez ha staccato ottimi tempi. Seguito in scia dalla sorprendente Brawn Gp. La Honda ha evitato il fallimento garantendo circa 100 milioni per l'intera annata, lasciando la scuderia a Ross Brawn. Il quale, ottenuti i motori Mercedes e ingaggiati Button e Barrichello, ha lasciato tutti a bocca aperta grazie a tempi e passo di gara da primato. Anche se pare esserci il trucco: un'interpretazione del regolamento al di fuori dei limiti, tanti team sono pronti a chiedere lumi alla Fia. Infine la Toyota, cresciuta molto: forse per Jarno Trulli l'occasione tanto attesa. Tra le outsider, Red Bull e Bmw. Tranquilli, non ci siamo dimenticati della McLaren. Il colosso di Woking pare in ritardo, come ammesso dallo stesso Hamilton. Probabilmente le serviranno almeno 4 gare di assestamento prima di tornare competitiva: sembrano tante, ma chi ha il numero 1 sul musetto ha le carte in regola per rialzarsi.

COSA CAMBIA. Questa scala di valori, un po' sballata rispetto al passato, non è un caso ma è frutto dei nuovi regolamenti 2009, introdotti per abbassare i costi e favorire lo spettacolo. La Formula 1 ha deciso di rifarsi il vestito. Anzi, ha cambiato proprio stile: ecco i punti più importanti. Partiamo dall'ingrediente principale, le monoposto. Abolite tutte quelle appendici aerodinamiche che consentivano un migliore convoglio dell'aria ma che tanto disturbavano i piloti in fase di sorpasso, ora la carenatura delle vetture risulta molto più pulita. Anteriormente l'alettone è molto largo (e dotato di flap regolabili dal volante) per dare più stabilità: ma attenzione al rischio più frequente di contatti in gara. L'alettone posteriore invece è molto stretto e rialzato. La perdita di aderenza causata dall'assenza delle appendici viene parzialmente compensata dal ritorno alle gomme lisce. Per inventarsi qualcosa le squadre dovranno sfruttare il venerdì di gara: proibiti i test, è l'unico giorno disponibile per gli esperimenti.

IL KERS. L'innovazione più grande, oltre che più contestata (perché antieconomica), della stagione è il kers. È un sistema (non obbligatorio) che recupera parte dell'energia cinetica dispersa in frenata sottoforma di calore, e la trasforma in energia meccanica da utilizzare a proprio piacimento dal pilota (che la richiama dal volante) per aumentare la potenza del motore. Il dubbio? La reale efficacia: l'effetto dura poco più di 6 secondi e fornisce circa 80 cavalli aggiuntivi. Parlando di motori se ne potranno utilizzare otto per l'intera stagione, ognuno dovrà durare tre gran premi e saranno limitati a 18.000 giri.

MARCIA INDIETRO. E il titolo a chi ha più vittorie, e non più punti? Rinviato al 2010. Ma Bernie Ecclestone ieri è tornato alla carica: «Dall’anno prossimo tre nuovi team e sistema delle medaglie: oltre all’americana USF1 ci sono altre due scuderie che hanno manifestato inetresse. E le vetture passeranno da 20 a 26». Durerà?