La «formula magica» della musica raccontata

Metti un gruppo di ragazzi a osservare la città. Mettigli tra le mani un telefonino o una macchina digitale e chiedi loro di ritrarre ciò che vedono in giro. Inquadreranno i posti che frequentano, interpretandoli con la freschezza e l'imprevedibilità dell'età a cui appartengono. Tutti tra i 16 e i 22 anni, tutti non professionisti, tutti hanno partecipato al concorso «The Mobile City», nato da un'idea della Camera di Commercio Italiana di Toronto (Canada) e promosso da Provincia e Comune di Milano. Il Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, responsabile della direzione artistica del progetto, ospita la mostra degli scatti finalisti, che inaugura oggi (ore 17.30, ingresso libero), fino all’8 marzo. L’evento unisce idealmente le due metropoli, Milano e Toronto (gemellate dal 2003) e ospita le fotografie dei 30 migliori lavori italiani e dei 30 canadesi. Il concorso si è svolto dal 15 febbraio al 15 maggio 2008. I concorrenti, invitati a inviare dalle 3 alle 5 fotografie digitali al sito www.mobilecityphoto.org, ciascuna ispirata al tema della vita urbana, hanno anche dovuto includere un testo di un centinaio di parole a descrizione del loro lavoro. Una varietà piuttosto composita di ragazzi che non provengono da scuole d'arte o di fotografia, anche se alcuni di loro, dopo l'educativa esperienza del concorso, hanno deciso di approfondire questa strada. Dei 400 partecipanti, parecchi abitano in quartieri disagiati e zone a rischio delle due città. Sembrano tanto diversi tra loro per cultura, religione o colore della pelle, eppure sono così simili nelle frequentazioni, nel modo di muoversi e vestirsi, nelle scelte musicali o nei modelli che finiscono per condividere, insieme attori e vittime dell'ambiente nel quale si muovono, responsabili del loro e del nostro futuro come ogni nuova generazione. Così la fotografia, proprio per quella sua abilità a raccontare il reale e il quotidiano, diventa mezzo di riscatto e consapevolezza, metodo di apprendimento e sviluppo della personalità. Gli operatori culturali che hanno lavorato in 15 zone difficili di Milano e hinterland, hanno ricevuto il supporto di associazioni, gruppi e scuole, diventando una presenza pubblica, visibile e reale trasformando l'esperienza artistica in un vivace progetto sociale. Info: 02-6605661; www.museofotografiacontemporanea.org.