Formula Uno, Roma scalda i motori

Per ora, nella sala della Protomoteca in Campidoglio, si snocciolano cifre importanti: un miliardo di euro all’anno di ricaduta sul territorio nazionale, 160 milioni di investimenti per la prima edizione, un aumento di posti di lavoro valutabile tra le 9 e le 11mila unità, 10 milioni il budget per la promozione dell’evento in 18 paesi dei 5 continenti, almeno 1.300.000 presenze nella Capitale. In più c’è un disegno del circuito (oltre a un suggestivo video che lo raffigura virtualmente): sarà lungo 4669 metri con una velocità media sul giro stimata in 177 km/h e non interesserà la Cristoforo Colombo e la via Laurentina, ma si snoderà invece nella parte nord dell’Eur in modo da garantire ai telespettatori la visione delle auto con lo sfondo dei palazzi architettonici della zona e della Chiesa di San Pietro e Paolo. Inoltre l’accesso degli spettatori sarà facilitato dalle quattro fermate della metropolitana che seguono l’andamento del tracciato, sulla falsariga del circuito canadese di Montreal.
Il passaggio successivo perché il Gran Premio di Roma veda finalmente la luce è la candidatura da presentare alla Federazione internazionale. «È un progetto straordinario che riempie d’orgoglio - dice il sindaco Alemanno -. Non si tratta più di un sogno, ma di una realtà. Ora bisogna mettere insieme il comitato promotore, ho già parlato con il presidente della Regione Marrazzo e della Provincia Zingaretti, perché prendano atto che ci sono le condizioni tecniche».
Insomma, la macchina sta per partire e il traguardo minimo del 2012 - anche ieri ricordato da Maurizio Flammini, presidente di Federlazio e Fg Group e promoter del progetto - resta tale. L’ultimo ok lo ha dato il senatore del Pdl Andrea Augello, incaricato dal Comune di coordinare lo studio di prefattibilità, che ieri ha parlato di «dati confortanti e molto vicini allo scenario reale». «Occorreranno professionalità, la volontà della città e coesione sociale e politica», afferma Flammini. Che la Formula 1 offrà potenzialità enormi a chi la ospita, lo conferma il fatto che è insieme a Olimpiadi e Mondiali di calcio l’evento sportivo di maggiore rilevanza al mondo, dal punto di vista mediatico e turistico-economico.
Il Gran Premio Roma, è stato spiegato nel corso della presentazione in Campidoglio, si inserisce nel progetto della giunta capitolina di riqualificare e ampliare la proposta turistica della città, con un maggiore sfruttamento del patrimonio storico, archeologico e artistico esistente, integrato con una riqualificazione di aree esistenti e lo sviluppo di nuove aree di intrattenimento che non devono sostituirsi al patrimonio esistente, bensì completarlo e metterlo «a sistema». Inoltre il GP sarà anche l’occasione di promuovere internazionalmente l’Eur con i suoi contenuti architettonici e urbanistici, i suoi musei e il sistema congressuale: saranno coinvolti la Fiera di Roma, il Palazzo dei Congressi, il Palazzo della Civiltà del Lavoro, la nuova «Nuvola» di Fuksas. Eventi ben integrati in un pacchetto di offerta turistica che comprenderà anche la Roma storica e religiosa. Ora c’è da vincere la concorrenza di altri grandi città del mondo, da Parigi a Londra, da Pechino a Mosca. Ma Roma non vuole perdere l’occasione.