Formula uno, semaforo verde al Gp di Corea. C'è l'ok della Federazione

Dopo l'ispezione del pool guidato dal delegato tecnico Fia, Charlie Whiting, confermato il debutto della nuova corsa il prossimo 24 ottobre. Alonso e la Rossa avranno dunque tre Gp a disposizione per tentare il sorpasso al leader, Webber, su Redbull.

Il Gran Premio della Corea del Sud, 17/a prova del campionato di Formula 1, si terrà come da programma il 24 ottobre, aumentando le chance di rincorsa nella volata mondiale del ferrarista Fernando Alonso e di Sebastian Vettel (Red Bull), staccati di 14 punti dal leader Mark Webber (Red Bull), a tre Gp dalla fine.
Le ispezioni fatte da Fia e Kavo (la società organizzatrice) al circuito di Yeongam, nuovo di zecca, hanno portato il via libera alla gara, dopo un ciclo di verifiche di due giorni sotto la supervisione del potente direttore di gara della Federazione internazionale, Charlie Witting.
La decisione sulla gara è stata anticipata di un giorno sui tempi annunciati ieri dagli organizzatori, visto che le prove su pista e struttura hanno fugato gli ultimi dubbi sulla qualità dei lavori, completati la scorsa settimana sul circuito entrato quest'anno nel calendario ufficiale della Fia.
L'impianto di Yeongam, a poco più di 300 chilometri a sud di Seul, ha una pista di 5,615 chilometri e ha superato l'esame, secondo una nota della Kavo (la Korea Auto Valley Operation), perchè è stato realizzato «con i più elevati standard e diventerà l'epicentro delle attività di motorsport nel paese», ha detto il numero uno, Chung Yung-cho. Whiting, in particolare, ha riferito che la Fia rilascerà la licenza per disputare l'avvenimento sportivo come pianificato.
La gara in Corea del Sud, pubblicizzata nel Paese da oltre un anno, era fortemente sostenuta dai produttori di auto, campioni nell'export, nella speranza di un grande ritorno d'immagine. Il patron della F1, Bernie Ecclestone, pochi giorni fa si era detto sicuro, in base alle informazioni in suo possesso, che la prova si sarebbe tenuta. I timori dei piloti, registrati a Suzuka (Giappone) erano tutti orientati alla sicurezza per la recentissima posa del manto d'asfalto, che ha rimandato su questo punto ai disastri accaduti diversi anni fa a Spa (Belgio), in considerazione poi del fatto che il circuito è assolutamente sconosciuto alla Formula 1.