Formula Uno: la Super Aguri si ritira

Il team nipponico, alle prese con gravi problemi
finanziari, ha annunciato la fine di ogni attività. L’avventura è durata 2 anni e 4 mesi. Guai finanziari per un partner che si è ritirato. Il patron Suzuki: l'appoggio della Honda non basta

Londra - La Super Aguri si ritira con effetto immediato dal Mondiale 2008 di Formula 1. Il team nipponico, alle prese con gravi problemi finanziari, ha annunciato la fine di ogni attività a partire da oggi.

La scuderia guidata da Aguri Suzuki aveva debuttato nel circus a novembre del 2005 arrivando a conquistare i primi punti iridati nel Gp di Spagna dello scorso anno. Nel Mondiale 2007, il team ha chiuso la stagione in nona posizione. «Purtroppo da oggi il team cessa le sue attitivà», scrive in un comunicato il patron Suzuki, che nel novembre 2005 aveva coronato «il sogno» di partecipare al Mondiale con un suo team. L’avventura è durata 2 anni e 4 mesi.

«La squadra -dice Suzuki- ha gareggiato contro rivali sostenuti da case costruttrici ed è riuscita ad ottenere i primi punti dopo solo 22 Gp, terminanto al nono posto nel Mondiale 2007». Poi, però, sono cominciati i guai finanziari. «La rottura del contratto da parte della SS United Group Company Limited, che avrebbe dovuto essere un nostro partner, ha privato il team di sostegno finanziario e ha provocato problemi immediati». L’appoggio della Honda, che dall’inizio ha sostenuto l’iniziativa di Suzuki, non è stato sufficiente. «Con l’aiuto della Honda abbiamo cercato in qualche modo di continuare a far funzionare il team», spiega il patron. Il tentativo è naufragato quando si sono arenate le trattative per la cessione della scuderia agli investitori legati al Magma Group. «Alla fine ho deciso di ritirarmi dal Mondiale», dice Suzuki.

Nelle prime 4 gare del Mondiale 2008, che proseguirà con soli 10 team, la Super Aguri non ha raccolto nemmeno un punto. La squadra ha disertato numerosi test, compresi gli ultimi disputati sul tracciato di Montmelò prima del Gp di Spagna. Nei giorni scorsi i camion del team hanno raggiunto Istanbul, dove domenica è in programma il Gp di Turchia, ma non sono stati ammessi nell’autodromo. Con la decisione annunciata oggi da Suzuki restano a piedi i due piloti, il giapponese Takuma Sato e il britannico Anthony Davidson, che quest’anno hanno ottenuto come miglior risultato il 13° posto in Bahrain e il 15° in Malesia. «Anthony ha sempre spinto al massimo nonostante le condizioni difficili -dice Suzuki-. Takuma è stato con noi sin dall’inizio, ha sempre lottato e trascinato la squadra». Dopo i ringraziamenti allo staff, alla Honda, alla Bridgestone e agli sponsor, Suzuki si congeda salutando i tifosi che «da ogni parte del mondo hanno sostenuto la Super Aguri».