Fornasieri nel giardino dei colori

Limoni e girasoli, rami secchi e vasi, neve e sole: nella sua terza personale l’artista milanese fa vivere l’atmosfera delle stagioni

Marta Bravi

Una pittrice pascoliana, che dipinge le piccole cose, così come Giovanni Pascoli, faceva con le parole. Parole per descrivere oggetti della vita quotidiana, strumenti per i lavori della campagna, che si arricchivano di significato quando venivano messi in rima. La stessa cosa, se è concesso il paragone, la fa Letizia Fornasieri con la sua terza personale, titolo «Qui è scritto il tuo nome» - alla Galleria Rubin di via Bonvesin della Riva 5 (orari dal martedì al sabato 14,30-19,30) fino al 29 maggio.
La milanese Fornasieri dipinge le piccole cose che si trovano nel suo giardino, vasi, rami, una cassetta di primule, le etichette degli alberi allineati, la sedia da giardino, piante grasse. Sono quei piccoli scorci di natura che accompagnano tutti i giorni l’artista. Ci vuole uno sguardo particolare per riuscire a infondere luce, anima, forza ai propri soggetti. Come avviene, per esempio, nei quadri che raffigurano piante di limoni nei loro vasi.
La luce si infiltra tra i rami e si riflette sulle foglie carnose e lucide e sui frutti gialli, di un giallo speciale, capace di trasmettere forza e allegria. Particolare anche il taglio con cui sono «fotografate» le piante, ma che caratterizza tutte le opere della Fornasieri: nel quadro «Limoni» sembra di essere dentro le piante, in una foresta di profumi, luci e colori, mentre in «Qui è scritto il tuo nome» l’artista dipinge il vaso su fino al tronco degli alberi, tagliando «la testa» come si direbbe per una fotografia.
Dai rami, che si intuiscono fuori dalla tela, pendono dei cartellini che portano il nome delle piante, per terra la neve. Non tutti sarebbero capaci di infondere un tocco di primavera in un’immagine così fredda e scarna.
In fondo si tratta di neve, vasi e rami secchi. Qua e là per il suo giardino la pittrice coglie con il suo sguardo veloce un innaffiatoio, una cassetta di legno piena di primule appoggiata sulla vasca da bagno, un ferro da stiro su un tavolo accanto a un vaso di fiori. Ogni piccolo mondo, che sia la «comunità» delle «Piante grasse del Signor Antonino», quella della pianta di Limoni o quella della casa, con i suoi ferri da stiro, sedie, mobili gode di una vitalità speciale, di un vigore inusuale pur nel raffinata armonia cromatica.
Così come vitale è il girasole reciso sul tavolo bianco o quelli appassiti nel vaso di vetro che vivono grazie all’artista che «insegue il sole anche d’inverno - come scrive nella prefazione del catalogo Marco Tonelli -. La pittura della Fornasieri si presenta come un deciso abbraccio alle cose ed alle persone - prosegue Tonelli - che sembrano piegarsi sotto la sua mano, deformarsi sulla tela, come volessero prendere la forma irregolare dell’esperienza attraverso il contatto con sé e con l’altro... sarà ancora lei alla fine a imporre alla luce del sole ed alla presenza degli oggetti la sua personalità».