Al Foro c’è la macchina del tempo

I testi di Svetonio e Ovidio usati come fonti per la pièce «Una notte romana» di Roberto Marafante

Alessandra Miccinesi

Un viaggio a ritroso compiuto attraverso due intensi racconti, sospesi tra storia e leggenda, che risuonano sotto la volta capitolina illuminando le menti degli spettatori. Le ombre di augusti imperatori, delle loro madri e delle loro amanti, filosofi e oratori d’eccellenza, fondatori dell’urbe e sfortunate vestali scivolano tra i chiaroscuri del Foro Romano e si materializzano sul palcoscenico per dare vita a un evento dalla forte valenza lirica. In occasione del suo primo decennale, la manifestazione dell’estate romana «Passaggi Segreti» a cura di Roberto Marafante, propone ai turisti e ai cittadini curiosi di compiere un gigantesco balzo all’indietro nel tempo, un’incursione nelle pieghe più profonde della Storia. Una sorta di affascinante macchina del tempo con formula già collaudata e apprezzata dal pubblico e collocata in una cornice inimitabile come il Foro Romano.
Dopo il successo della fiction Roma, parole e spiritualità si fondono in un’istantanea smaltata dai secoli, scivolando tra la polvere di secolari siti archeologici sulle arie eseguite dalla Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, per raccontare amore, passione, crudeltà, e morte, di alcune celebrità della storia dell’impero romano. Il copione teatrale è basato su informazioni storico-letterarie documentate (le «Lettere a Cesare» di Ovidio e il «De Vita Caesarum» di Svetonio), ed è arricchito nella sostanza scenica dalla complementarietà di costumi, arredi, e luci di grande suggestione.
Venerdì scorso si è aperta questa edizione di «Paesaggi segreti» con Una notte romana, adattamento e regia di Roberto Marafante, performance che replicherà il 30 giugno e poi per sei serate a luglio.
Nell’antica Roma c’era una notte in cui si credeva che gli avi uscissero dalle loro tombe per incontrare i viventi. Oggi come allora il Foro di Augusto si trasformerà in un marmoreo palcoscenico trafitto da luci e stelle. Tra le ombre che scivoleranno silenziose tra i ruderi si potranno riconoscere le sagome di Cicerone, Romolo, Nerone e Agrippina, Bruto, Antonio, Cesare e Giugurta. Anime inquiete pronte a raccontare la loro storia attraverso racconti appassionati e liriche struggenti.
L’ingresso del celebre Carcere Mamertino farà invece da cornice il 23 giugno al secondo appuntamento con la grande storia. Quello de La congiura, prototipo della tragedia moderna secondo la celebre tradizione shakespeariana, che focalizza la mitica figura di Caio Giulio Cesare - eroe e conquistatore - attraverso il brutale assassinio dell’imperatore, morto accoltellato nella Curia per mano del figlio Bruto. Repliche 24 e 25 giugno; dal 7 al 9 e dal 20 al 23 luglio.
Prenotazioni al numero: 06.6795130.