Il Forrest Gump dell’Idaho tenero, ingenuo e mattoide

Napoleon è uno studente di provincia, racchiuso nel suo universo muto, lontano da tutto, un Forrest Gump senza proseliti. È un giovane diverso, innocente, talvolta involontariamente, ma forse no, irresistibile, come nella danza finale e liberatoria, che rivela tutto di sé a chi non considera la diversità solo ciò che è. La vicenda, che poi tale non è, si svolge nella provincia americana ed è una rassegna di personaggi eccentrici, nello stile di Norman Rockwell, celebre disegnatore di tipi americani. Il protagonista è infantile e pigro, innocente nei suoi modi autistici, ma c’è qualcuno che lo segue, che è affascinato dalla sua follia, che come una pioggia benefica rischiarerà l’esistenza del villaggio. Il regista Jared Hess ha attinto alla propria giovinezza nell’Idaho, con tenerezza e passione, consegnando una pellicola di non facile decifrazione, alla quale conviene arrendersi se non altro per la sua diversità, per l’assenza di ogni accenno di violenza, per la placida narrazione, interrotta talvolta da invenzioni non banali. Ma già nei titoli di testa c’è come un preludio a quanto ci verrà mostrato. Deliziosamente sconcertante.

NAPOLEON DYNAMITE (Usa, 2005) di Jared Hess con Jon Heder, Jon Gries. 85 minuti