Forse già stasera i deferimenti. L’accusa: illecito sportivo

Gian Piero Scevola

Stefano Palazzi è al lavoro. Abituato ai processi militari presso il tribunale di Napoli, al Procuratore federale della Federcalcio, nominato da Franco Carraro nell’agosto 2005, non parrà vero dedicarsi a qualcosa di diverso dai ridigi e severi codici militari. Il fatto è che questa volta, a differenza dei tanti processi sportivi degli ultimi vent’anni, in ballo c’è la credibilità del calcio di casa nostra e la necessità di fare pulizia e chiarezza in un ambiente ormai degradato. Nelle 193 pagine affidate a Palazzi con cura e nella massima riservatezza da Francesco Saverio Borrelli, capo dell’Ufficio indagini, gli 007 federali mettono sotto accusa Juventus, Fiorentina, Lazio, Milan e Sampdoria e toccherà ora al magistrato militare decidere se far scattare l’articolo 6 del Codice di giustizia sportiva, cioè l’illecito sportivo, con tutte le gravi conseguenze che comporterebbe oppure limitarsi al più leggero articolo 1, quello riferentesi alla lealtà e probità.
Palazzi si è chiuso nel suo ufficio in federazione e si è messo a spulciare, riga per riga, non solo le 193 pagine della relazione borrelliana, ma anche le oltre 2.000 pagine di allegati comprendenti le informative dei carabinieri di Roma ai magistrati napoletani, i verbali degli interrogatori di questi ultimi e i verbali delle 63 persone sentite dall’Ufficio indagini. La celerità chiesta dal Commissario straordinario Guido Rossi non tocca però il lavoro di Palazzi perché il magistrato napoletano già seguiva giornalmente l’evolversi dei fatti ed era informato in tempo reale sulle indagini e sugli interrogatori.
Teoricamente i deferimenti potrebbero già essere comunicati questa sera o al massimo domani mattina, visto che qualcuno in Figc (il vicecommissario Nicoletti) e anche i «federali» presenti in Germania, non gradirebbero che a poche ore dalla decisiva partita con la Repubblica Ceca venissero messe alla berlina gloriose società, apprezzati dirigenti e arbitri di nome. Meglio farlo prima, quindi, per dare tempo all’ambiente di metabolizzare la gravità dei fatti. Ma, gli orientamenti dell’ultima ora (e il probabile intervento del presidente del Coni Petrucci) parlano invece proprio di domani, addirittura a partita iniziata, per permettere a Palazzi di preparare con cura e attenzione i deferimenti (nessuno sarà scagionato in fase istruttoria). Sull’argomento è intervenuto anche Silvio Berlusconi che, a chi l’ha sentito, ha detto: «È sempre la solita storia, quando ci sono io di mezzo è sempre così». Berlusconi ha spiegato ai suoi di sentirsi accerchiato per «una situazione che desta preoccupazione». «Sono i soliti sistemi che riemergono come i fiumi carsici», ha spiegato all’avvocato Ghedini che l’ha telefonicamente sentito e che poi ha riferito delle perplessità dell’ex premier per il modo di operare di Borrelli.
La lettura delle intercettazioni dice di una Juventus spalle al muro (e Luciano Moggi, che ha rifiutato di essere ascoltato da Borrelli, non si presenterà davanti alla Caf); Fiorentina e Lazio sotto reponsabilità diretta da parte dei rispettivi presidenti; Milan incastrato dalle telefonate di Meani ma, con Galliani non coinvolto, la responsabilità dei rossoneri è solo oggettiva; Sampdoria fuori da ogni ipotesi di illecito.