Forse ha capito male...

Su tutta la gara della Samp, domenica pomeriggio, ha aleggiato il fantasma di Cassano. Sempre lui. L’Italia ne continua a parlare. Lo stadio sembrava «blindato» su Fantantonio. Fischi, applausi, pareri, contestazioni, insomma un bel cocktail di sensazioni e di emozioni.
E tutti a dire la loro, assolutamente ignari che sul campo questi blucerchiati «operai» stavano vincendo e anche bene, come del resto avevano fatto a Udine. Sembrava che la vittoria (e i sei punti conquistati senza Cassano) non interessassero minimamente. Interessava parlare del «genio» e non degli «operai». Del Neri dal canto suo se ne stava in panchina e ancora una volta (nonostante qualche forte fischio) godeva dentro di sé per le sue scelte.
Garrone. Il presidente fumacchiava il suo sigaro, rilasciava poche dichiarazioni, preferiva glissare. Del resto aveva deciso tutto lui, proprio in mattinata. Dopo la notizia-bomba, ecco che dal suo eremo piemontese aveva immediatamente convocato (alle ore 11.30 di domenica mattina), Cassano, Marotta, Del Neri. Il «poker» di vertice era al completo. E Garrone ha deciso in un attimo: Cassano deve restare. Cassano non ha battuto ciglio (pare), Del Neri neppure, Marotta come al solito ha dovuto gestire la sua posizione fra l’incudine e il martello. Aveva detto sabato a Corvino: «Stai tranquillo, ne parlo col presidente, penso che si può fare». Poi non sapeva, a seguito del «no» deciso di Garrone, che fare col suo amico fiorentino. Non gli ha neppure telefonato per avvisarlo. E Corvino c’è rimasto male. In tribuna di tutto questo si discuteva.
E allora ecco, presi al volo, pareri e contropareri della «gente comune», tinta tutta di blucerchiato.
Chiapuzzo. Il celebre professore ha detto: «Io sono un cassaniano, non potrei mai pensare di vedere ceduto Cassano ad altra squadra, oltretutto concorrente come la Fiorentina. Sempre e solo con Cassano».
Carella. Il celebre ematologo, blucerchiato doc ha dichiarato: «Ma come si fa a cedere un Cassano? Tutta la situazione è stata gestita malissimo. Io sono per la fantasia, la genialità. Confesso anche oggi, pur con la vittoria, non mi sono divertito. Il calcio è anche gioia e genialità. Meno male che Cassano resta e speriamo rientri al più presto».
Pisani. Gianni Pisani (amministratore e presidente di Inteconsult) ha sussurrato: «Non è possibile gestire una situazione simile. Sono sconvolto. Ora il caos è totale, penso alle varie posizioni. Del Neri ha capito che ha contro Garrone. Cassano ha capito che ha contro i compagni, i compagni hanno vinto due partite giocando alla morte. Come si svilupperanno tutti questi rapporti?».
Plinio. Il futuro assessore regionale ha gridato: «Se si costituirà un comitato pro-Cassano voglio essere i presidente. Ma come si fa a buttar vita un geniaccio simile. Un valore aggiunto inestimabile. No, no... sono felice che sia rimasto».
Arnuzzo (sempre inviato di Lippi). Ha mormorato sorridendo sornione: «Non fatemi dire nulla, per favore».
Ecco tutto questo mentre Del Neri, senza Cassano portava la Samp al sesto posto.
Non è straordinario questo calcio?