«Forse smetto con gli spot: troppa tivù»

Capelli cortissimi sul marroncino, Christian De Sica s'impadronisce della conferenza stampa col garbo del mattatore. Ha parole gentili per tutti, il rito del cine-panettone gli piace. «È il ventiquattresimo che faccio, l'anno prossimo festeggio le nozze d'argento». Stavolta nessuna polemica con Boldi. Anzi, gli piace «l'idea d'essere un cartone animato, i comici non hanno sesso, sono cuciti davanti come le bambole». Quanto a Pieraccioni, lo definisce affettuosamente «bambacione», un modo tutto romano per indicare certi «bambini cresciuti, un po' come Verdone». Gli chiedono se, tra teatro, cinema e spot Tim, non rischi una sovraesposizione mediatica. «Spero di non rompere le scatole. Non è facile essere sempre primo, ma il merito non è solo mio: dietro di me ci sono autori e sceneggiatori. Però forse questo è l'ultimo anno che faccio pubblicità. Quattro spot al mese sono troppi». Già.