In forte calo il deficit delle partite correnti

Lehman Brothers: tassi al 5,75% in ottobre. E il Pil crescerà meno

da Milano

Il deficit delle partite correnti degli Stati Uniti è calato drasticamente nei primi tre mesi dell'anno grazie all'aumento delle vendite all'estero di forniture industriali e di beni capitali, ma l’alto livello del passivo contribuisce a mantenere alto l’allarme sull’inflazione. Con inevitabili ripercussioni sul toto-tassi, che da giorni sta condizionando i mercati, in attesa della riunione della Federal Reserve in agenda alla fine del mese.
I risultati della bilancia delle partite correnti, che tiene conto di tutti gli scambi di beni e prodotti oltre che delle partite finanziarie, hanno comunque sorpreso gli analisti che alla vigilia avevano previsto una leggera crescita del deficit a 224 miliardi di dollari. Invece, secondo i dati del dipartimento del Commercio, nel periodo compreso tra gennaio e marzo il disavanzo è stato pari a 208,7 miliardi di dollari contro i 223,1 del periodo precedente. Il passivo del primo trimestre è pari al 6,4% del Prodotto interno loro che alla fine di marzo era di 13.037 miliardi di dollari su base annuale. Il passivo del trimestre precedente era invece pari al 7% del pil che alla fine di dicembre era pari a 12.766 miliardi di dollari su base annuale.
L’avvicinarsi del vertice Fomc (il braccio operativo in materia di politica monetaria della Fed) continua a mantenere sul chi vive analisti e investitori. Non essendo in discussione l’ipotesi di un altro rialzo di un quarto di punto, ormai data per scontata, l’attesa è legata a quanto il presidente Ben Bernanke dirà a proposito dell’evoluzione del quadro congiunturale, con particolare riferimento al surriscaldamento dell’inflazione. Giovedì Bernanke aveva ricordato come il caro-greggio tenda a impattare sulla crescita economica e sulla stabilità dei prezzi. Sull’argomento, ieri è intervenuto Donald Kohn, prossimo vicepresidente della banca centrale Usa, secondo il quale è più difficile fermare l’inflazione quando comincia a salire. La Fed dovrà dunque stabilire se l’urgenza di porre un freno al carovita ha priorità rispetto alla necessità di salvaguardare la crescita. Gli analisti di Lehman Brothers sono tuttavia convinti che Bernanke alzerà i tassi per altre tre volte da qui a ottobre, portandoli al 5,75%. Ciò avrà ripercussioni sul Pil, destinato ad espandersi del 3,2% nel secondo trimestre e del 2,8 e del 2,6% rispettivamente nel terzo e quarto trimestre. In tutti e tre i casi, le previsioni sono state tagliate dello 0,2% rispetto alle stime precedenti.