Forte crescita per l’advertising online

da Milano

Il fenomeno della pubblicità on-line, o almeno di come viene percepita dalla maggior parte delle persone è curioso. Qualche anno fa era uso comune affermare che la pubblicità in Internet andava male, che non c'era futuro. Oggi, viceversa, tutti concordi nel dire che Internet è in pieno boom pubblicitario. Tanto che il suo fatturato per il 2006 sfiorerà i 26 miliardi di dollari.
La sensazione è che spesso l'approccio sia un po' quello della leggenda metropolitana: una voce che si diffonde e si ingigantisce generando un mostruoso luogo comune. Ma qual è la verità? Per cercare di fare un po’ di chiarezza la via migliore è quella di ricorrere ai numeri. Tanto per guardare all’Italia vale la pena di sottolineare come nel 2005 il fatturato pubblicitario on-line è stato ufficialmente valutato 137 milioni di euro (tramite l'analisi di Nielsen Media Research), ma stimato in circa 200 milioni considerando anche quegli annunci che appaiono quando si fa una ricerca e che vengono chiamati pubblicità pay per click (o keyword advertising). Forme di pubblicità queste ancora difficilmente rilevabili a livello di fatturato pubblicitario. In particolare proprio le nuove forme di keyword advertising sono arrivate a coprire il 40% del totale investito on-line, al pari delle altre principali nazioni europee, con un incremento rispetto al 2004 di oltre il 100% che nel 2006, si prevede, dovrebbe crescere di un altro 50%.
E nel resto del mondo come va? Parrebbe molto bene, a giudicare dai dati, ad esempio, della Gran Bretagna dove, nel 2005, la pubblicità on-line è cresciuta del 66,6%. Una crescita davvero impressionante.
Del resto anche gli Stati Uniti marcano segno positivo, infatti nel 2005 hanno visto superare la soglia dei 12 miliardi di dollari per la pubblicità Web, con un aumento netto sull’anno precedente che, per la cronaca, si era chiuso a 9,6 miliardi. La pubblicità on-line sembra quindi in grande crescita, trainata proprio dai nuovi strumenti di advertising che, nelle stime, andranno a coprire una quota sempre maggiore degli investimenti complessivi in rete.