A Forte dei Marmi il Pd mette al bando il kebab Cosa ne pensi? Di' la tua

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Una delibera proibisce l'apertura di ristoranti etnici dal centro e dal lungomare. Il sindaco Buratti (Pd): &quot;Non è un provvedimento xenofobo&quot;. Ma la libertà di scelta dove va a finire? <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/sondaggio_1a.pic1?PID=286" target="_blank">SONDAGGIO</a> - <a href="http://www.ilgiornale.it/video/la_crociata_kebab/id=la_crociata_del_kebab" target="_blank">VIDEO: LA CROCIATA DEL KEBAB</a></strong>
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L'ultimo comune a dichiarare guerra al "panino" turco è Forte dei Marmi. Una delibera votata all'unanimità nel consiglio comunale versiliese proibisce l'apertura di nuove attività di ristorazione non "tradizionali" nel centro del paese. Quindi niente kebab, ma anche niente fast-food all'americana e niente sushi giapponese. Una "crociata" già vista negli ultimi anni. La vera novità è che stavolta non arriva da un sindaco leghista né di centrodestra: il primo cittadino del Forte, Umberto Buratti, è del Pd

"Non si tratta certo di un provvedimento xenofobo - si affretta a spiegare il primo cittadino - ma di tutela e valorizzazione delle attività del nostro territorio. Diremmo di no anche alle catene americane di hamburger". Se andiamo a controllare sono le stesse dichiarazioni pronunciate dagli amministratori del Carroccio, a Bergamo e a Lucca ma non solo.

La delibera del Comune versiliese si basa sulla difesa delle tradizioni, e va a completare un provvedimento già in vigore da circa un anno che proibisce l’apertura nel centro di banche, assicurazioni o agenzie immobiliari, ma anche laboratori artigianali di prodotti non legati alla tradizione versiliese o italiana. Ora il cerchio si chiude: il divieto si allarga anche agli esercizi commerciali per la somministrazione di cibi e bevande.

Ovviamente poco importa che le griffe di moda che dominano nel centro versiliese abbiano poco a che fare con la cultura e le tradizioni locali. Il sindaco si difende dalle accuse di incoerenza: "In qualche modo ci dobbiamo difendere dalla colonizzazione, qualcuno dirà che è tardi ma abbiamo il dovere almeno di mettere un freno". 

Tra le iniziative portate avanti dal Comune c'è anche un "mercatino a chilometri zero", dove ovviamente si vendono prodotti locali, e l'amministrazione ha lanciato un concorso di idee per tornare a far vivere il mercato alimentare di Forte dei Marmi, dove possono trovare posto anche attività dell’artigianato tradizionale. Tutte iniziative più che lodevoli. Ben venga la difesa delle tradizioni locali. Ma ridurre la libertà di scelta dei cittadini è una misura pericolosa, ingiusta e intrinsecamente illiberale. Se uno va al Forte e anziché assaporare le mitiche schiacciatine di Valè preferisce un kebab, peggio per lui. In fondo la libertà è anche potersi mangiare uno o più hamburger di McDonald's anziché la bistecca fiorentina cucinata con la carne chianina. Libera cucina in libero Stato...